Lecco, 8 gennaio 2019 – Incontri ravvicinati con i cinghiali in Valsassina. La notte scorsa un automobilista si è imbattuto in un branco di cinghiali lungo la strada che salve verso l'Alpe Giumello sopra Casargo, dove ha avvisato a pochi metri di distanza un paio di esemplari adulti con una mezza dozzina di cuccioli al seguito.

INCIDENTI E DANNI - “I cinghiali rappresentano un grave pericolo per gli agricoltori e gli allevatori ma anche per i cittadini – avverte Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti interprovinciale di Lecco e Como -. L’incidente mortale avvenuto nei giorni scorsi sull’autostrada A1 ci riporta a parlare di un problema drammatico: incidenti gravi non sono mancati, purtroppo, nemmeno sulle strade dell’area lariana, dove l’incisività dei sinistri provocati dalla fauna selvatica è altissima”. Gli ultimi danni gravi si sono registrati nel periodo festività. Ad essere colpiti sono stati principalmente i prati montani dell’Intelvese, nonché le zone di Menaggio e Porlezza, Lecchese, Valsassina e Alto Lago: qui i danni sono più visibili, ma anche i campi della pianura annoverano continue invasioni, che non concedono tregua agli imprenditori agricoli e li costringono a riseminare ripetutamente i loro terreni.

ESCALATION - “L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici che colpisce direttamente anche la nostra provincia – prosegue il presidente di Coldiretti -. Le strade delle nostre province attraversano il territorio di boschi e brughiere dove, purtroppo, i cinghiali e gli altri selvatici trovano casa indisturbati. E fino alla media montagna è la stessa cosa”. Sono diverse centinaia gli incidenti causati da un’invasione di carreggiata da parte dei selvatici che si sono verificati negli ultimi anni nelle due province di Como e Lecco: “Si tratta, peraltro, di numeri parziali, in quanto una gran parte di sinistri non viene nemmeno segnalata dagli automobilisti”.

CENSIMENTO - “Per questo, come detto, sono necessari e urgenti un attento monitoraggio e un’azione di contrasto condivisa da tutte le istituzioni – sollecita Fortunato Trezzi -. Devono essere censite le zone e le strade più a rischio e si intervenga con decisione, una volta per tutte”. Il rischio maggiore si ha nelle ore notturne e la mattina presto: il periodo in cui i cinghiali si spostano e durante il quale si concentrano anche le più disastrose invasioni nei campi degli imprenditori agricoli