
Un gambero di fiume
Colle Brianza (Lecco), 18 luglio 2024 – I rari gamberi di fiume della Bevera sono salvi. Hanno rischiato l'estinzione totale per una epidemia di peste. A scongiurare la morte di tutti gli esemplari a causa di un fungo che intacca il carapace dei crostacei, cioè la corazza fino a ucciderli in brevissimo tempo, sono stati i volontari del Wwf di Lecco e i ricercatori del Dipartimento di Scienze e politiche ambientali Università degli Studi di Milano.
Le barriere
Per stroncare l'epidemia, lungo il corso d'acqua, hanno installato delle barriere in legno per separare i gamberi malati ormai spacciati, dai pochi ancora sani, in modo da isolarli in quarantena e consentirne la sopravvivenza. Durante diversi sopralluoghi, a valle della prima diga, non sono stati riscontrati gamberi, né vivi, né morti. A monte già della prima delle due barriere, invece, è stato possibile osservare diversi individui vivi e attivi fin dal mese di aprile. Nell’ultimo sopralluogo di luglio è stata poi osservata in media una densità di 0,75 gamberi/m2, peraltro considerando solo i gamberi più lunghi di 4 centimetri. “Nei prossimi giorni si provvederà pertanto a rimuovere la seconda barriera, mentre la prima, invece, per prudenza, sarà mantenuta almeno sino ai mesi autunnali – spiega Raoul Manenti, ricercatore e consigliere del Wwf di Lecco, insieme ai biologi Beatrice Caimi e Matteo Galbiati -. Tra ottobre e novembre sono poi previsti intensi monitoraggi, volti a valutare lo status della popolazione di gamberi"
Una bella notizia
"Sicuramente una bella notizia - aggiungono dal Wwf di Lecco -, resa ancora migliore dalla consapevolezza che questo risultato sia stato raggiunto grazie alla collaborazione dei volontari del Wwf di Lecco con gli amministratori locali del Comune di Colle Brianza e gli esperti dell’Ersaf, Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste, nonché grazie all’indispensabile supporto degli Amici del Monte di Brianza e dei volontari del Comitato per la difesa delle Bevere e del Fiume Lambro e del Wwf Insubria, oltre al generoso contributo economico dei cittadini”. L'allarme però non è ancora cessato: il tratto attualmente interessato dalla presenza dei gamberi è solo una piccola porzione di quello inizialmente occupato; presenta inoltre caratteristiche non così ottimali come i tratti a valle in cui è avvenuta la moria. “La sfida potrà dirsi davvero vinta solo se, nei prossimi anni, la popolazione di gamberi di fiume riprenderà la propria originaria estensione, e se simili eventi di moria non si ripeteranno”, sottolineano sempre dal Wwf di Lecco.