Paolo Manzoni
Paolo Manzoni

Lecco, 25 luglio 2020 - Poker di lauree a 72 anni. A 72 anni compiuti a marzo il lecchese Paolo Manzoni martedì si è laureato per la quarta volta, naturalmente a distanza, a causa dell’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid. "È stato più triste di una partita di calcio a porte chiuse", commenta in rete in un post con una sua foto seduto alla scrivania davanti allo schermo del computer attraverso cui ha discusso la tesi. L’ultimo titolo accademico conseguito è in Design degli interni, che segue quello in Architettura nel febbraio 2019 e in Design della comunicazione nel 2012. Nonostante sia diventato un architetto la sua carriera professionale è stata da veterinario: nel 1972, dopo essersi laureato per la prima volta in Veterinaria, ha lavorato al Dipartimento di Medicina veterinaria di quella che era l’Asl di Lecco fino a diventarne il responsabile e ad insegnare la materia dalle cattedre di diversi atenei.

Il suo sogno però è sempre stato quello di dell’architettura, sebbene solo una volta in pensione nel 2009 abbia potuto dedicarsi ad esso, iscrivendosi al Politecnico di Milano e frequentando tutte le lezioni in Bovisa. Evidentemente ci ha preso gusto, perché dopo la seconda laurea in Design della comunicazione ne ha conseguita un’altra, quella in Architettura, con una tesi molto tecnica sulle infrastrutture per controllare gli eventi meteo avversi. Aveva assicurato all’epoca di essere ormai soddisfatto di aver realizzato il suo obiettivo, eppure questa settimana ha calato il quarto asso, quello in Design degli interni. "È stata un’appendice, ho dovuto frequentare solo l’ultimo anno, perché molti esami li avevo già sostenuti e mi sono stati considerati validi", cerca di sminuire la portata della sua maratona universitaria con modestia il "neolaureato". "Comunque son quattro", aggiunge. «Adesso basta però, mi dedico al mio progetto di enciclopedia universale sui prodotti ittici". La sta scrivendo in inglese, si tratta di un’opera monumentale da 600 pagine, in parte già scritte, perché in fondo il primo amore, quello per lo studio degli animali, non si scorda mai.