La fuga dai piccoli centri. Case ai turisti e pochi servizi. Allarme per dodici abitati

Sono il 14% dei Comuni lecchesi. Nel 2019 erano abitati da 9.045 residenti, a fine 2023 da 8.975. Giacomo Zamperini di Fratelli d’Italia chiede agevolazioni per chi vive in montagna .

La fuga dai piccoli centri. Case ai turisti e pochi servizi. Allarme per dodici abitati

La fuga dai piccoli centri. Case ai turisti e pochi servizi. Allarme per dodici abitati

Alcuni paesi di Valsassina e Alto Lario stanno scomparendo. Sono 12 in tutto i piccoli centri della provincia di Lecco ad alto rischio spopolamento: Dorio, Sueglio, Valvarrone, Bellano, Perledo, Varenna, Parlasco, Casargo, Pagnona, Barzio, Moggio e pure Morterone, sebbene a gennaio sia nata la Marta Priscilla, la 32esima morteronese. Sono 14% dei comuni lecchesi.

Nel 2019 erano abitati da 9.045 residenti, a fine 2023 da 8.975, 70 in meno. Nonostante la fusione di Introzzo, Tremenico e Vestreno, a Valvarrone si contano 57 cittadini in meno: erano 547 ora sono 490. Sueglio ne ha persi il 25%, scendendo da 166 a 144. Varenna è più piccola di una sessantina di abitanti, da 743 a 683. Bellano è l’unica realtà a crescere sensibilmente, da 3.242 bellanesi a 3.416, il 5% in più, ma per gli esperti di Polis Lombardia, l’Istituto per il supporto alle politiche regionali, è comunque tra le comunità a rischio, perché, oltre ai tassi di crescita naturale e migratorio, occorre considerare l’indice di vecchiaia e la quota di inattivi. Altri 15 paesi, il 17% di tutti i comuni lecchesi, sono poi a moderato rischio di spopolamento, tra cui Lecco, il capoluogo. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale lecchese di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini, presidente della Commissione speciale Montagna. "Nelle aree montane il dato preoccupante è dovuto all’abbandono del territorio da parte di coloro che preferiscono spostarsi in pianura o nelle grandi città alla ricerca di maggiori servizi, mentre nei comuni rivieraschi dipende dalla deresidenzialità indotta dal fenomeno delle case vacanza", spiega. In montagna le persone fuggono dall’isolamento e dalla mancanza di servizi, sul lago invece preferiscono lasciare la case ai turisti per fare, legittimamente, cassa. "Serve che sia fatto tutto il possibile per invertire la tendenza negativa e facilitare chi vive e lavora nelle terre alte, introducendo specifici incentivi come la misura per esentare i residenti dal bollo auto, oppure criteri di premialità nei bandi regionali per i comuni montani – sostiene Giacomo Zamperini -. Chi decide di vivere e lavorare nelle aree montane deve essere sostenuto e premiato, perché presidia e si prende cura di territori che altrimenti sarebbero abbandonati".