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22 mar 2022

Giacomo, missione di pace a 17 anni

Il giovane rappresentante d’istituto ha raggiunto Varsavia con il docente di religione per portare aiuti

daniele de salvo
Cronaca
A destra Giacomo Arrigoni, 17 anni di Lomagna, rappresentante d’istituto del Viganò
A destra Giacomo Arrigoni, 17 anni di Lomagna, rappresentante d’istituto del Viganò
A destra Giacomo Arrigoni, 17 anni di Lomagna, rappresentante d’istituto del Viganò

di Daniele De Salvo

Ha lo sguardo stanco e un po’ triste, perché ha attraverso l’Europa fin quasi al confine con l’Ucraina, dove le persone muoiono, scappano e perdono tutto per colpa della guerra. Ma ha anche gli occhi che sorridono Giacomo Arrigoni, 17 anni di Lomagna, rappresentante d’istituto del Francesco Viganò di Merate, perché sa di aver "fatto quello che era giusto fare". Con lui ha affrontato il viaggio fino a Varsavia, andata e ritorno, il prof di religione Fabio Carlini. Li hanno accompagnati via social i compagni di scuola, gli amici e i familiari che a loro hanno affidato 10 tonnellate di beni di prima necessità raccolti nei giorni precedenti. "È stato un viaggio difficile, fisicamente, psicologicamente e umanamente, ma che mi fa sentire bene", racconta Giacomo, partito venerdì all’alba per consegnare gli aiuti umanitari e ritornato domenica sera per portare al sicuro in Italia 37 profughi, donne e bambini soprattutto, ma anche tre ragazzi sordomuti, un anziano e un padre con quattro figli piccoli al seguito mentre i due più grandi hanno scelto di restare a combattere per il proprio Paese.

Sebbene sia minorenne e nonostante la preoccupazione, i genitori lo hanno lasciato libero di andare: "Non mi hanno detto nulla, sapevano che era quello che volevo e che la priorità era salvare vite umane – spiega –. Li ringrazio perché hanno compreso il mio desiderio". I 37 profughi che hanno portato in Italia erano alla stazione di Varsaria: "Mi sono commosso e ho rischiato di cedere. Una signora che parla italiano ci ha chiesto di salire sul pullman. Le abbiamo chiesto se dove abitava si combattesse, ci ha risposto che le avevano bombardato casa".

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