Svizzera, freno alle compere in Italia: c’è una proposta di legge. I negozi tremano

Il provvedimento servirà a limitare il cosiddetto "turismo della spesa", ma non entrerà in vigore prima del gennaio del 2025

Dogana a Chiasso

Dogana a Chiasso

Anche se a parità di mansione guadagnano il doppio, se non il triplo, degli italiani, anche gli svizzeri amano risparmiare e quando possono vengono a fare la spesa oltreconfine. Il fenomeno non interessa solo i residenti del Canton Ticino e del Canton Grigioni che fanno la fila alle casse dei supermarket di Como, Varese e Sondrio, la stessa cosa accade con i Cantoni al confine con la Francia e la Germania.

Per limitare questa abitudine, che ogni anno incide per 8 miliardi di franchi, oltre 8,4 miliardi di euro sul Pil elvetico, il Dipartimento federale delle finanze ha deciso di dimezzare la franchigia di acquisti esente da Iva effettuati oltreconfine, che passeranno da 300 a 150 franchi.

Dell’argomento si era iniziato a parlare già nei mesi scorsi, ma adesso è arrivata la proposta ufficiale del Governo che ha risposto a una sollecitazione arrivata dal Parlamento.

Il provvedimento servirà a limitare il cosiddetto "turismo della spesa", ma non entrerà in vigore prima del gennaio del 2025. In base a quanto prevede la normativa svizzera l’esecutivo dovrà formulare una proposta di legge che poi verrà analizzata e votata dai singoli Cantoni, presumibilmente entro il prossimo marzo. Oggi gli svizzeri che fanno acquisti nel nostro Paese fino a un importo di 300 franchi a persona, non pagano l’imposta sull’importazione (pari all’8,1% dal prossimo 1 gennaio) e possono farsi rimborsare l’Iva italiana che è molto più alta a partire da 155 euro spesi.

In Germania la soglia per la restituzione dell’Iva è ancora più bassa e parte dai 50 euro, in Austria dai 75 euro e in Francia da 100. Con il ritocco verso il basso della franchigia anche queste soglie sono destinate a cambiare, fermo restando che l’obiettivo entro i prossimi anni potrebbe essere quello di ridurre la "tolleranza" per gli acquisti fatti all’estero a soli 50 franchi. L’obiettivo è incentivare i consumi interni, ma non mancano gli scettici secondo i quali questo provvedimento potrebbe essere un’arma a doppio taglio. La merce infatti va dichiarata in dogana e una franchigia poco conveniente potrebbe spingere gli svizzeri ad aumentare la frequenza della spesa all’estero, così da non evadere la norma, oppure a fare acquisti ancora più alti contando sul fatto che i controlli, per quanto rafforzati, non potranno riguardare tutte le auto che valicano il confine. Di sicuro il provvedimento rischia di avere ripercussioni anche per gli esercizi commerciali a ridosso della fascia di confine di Como, Varese e Sondrio.