In primo piano uno dei massi caduti
In primo piano uno dei massi caduti

Lecco, 27 aprile 2019 -  L’ennesima frana che l’altra sera si è abbattuta sulla superstrada 36 a Nord di Lecco è come un enorme macigno che ha travolto tutti i lecchesi e i sondriesi, ma anche i turisti dell’Alto Lario, della Valsassina e della Valtellina. La principale arteria di collegamento tra Sondrio, Lecco e il resto della Lombardia, una delle strade tra le più trafficate d’Italia, è completamente interrotta in entrambe le direzioni per una dozzina di chilometri, tra Abbadia Lariana e Bellano.

Giovedì all’ora di cena, all’altezza di Lierna, alcuni massi sono piovuti giù dal versante che sovrasta quel tratto di Statale 36, travolgendo reti di protezione e guardrail e crivellando l’asfalto. Alcune pietre sono crollate pure sulla volta esterna di una galleria in cui si sono aperte delle profonde crepe. Nessuno è rimasto ferito, gli automobilisti di ritorno dal ponte di Pasqua e del 25 aprile sono riusciti a schivare la tempesta di detriti. Per quel punto però non si può più passare, almeno per ora: bisogna deviare sulla vicina Provinciale 72, l’unica alternativa, una sorta di budello stretto tra lago e monti che passa in mezzo a tutti i paesi, dove in alcuni punti si marcia a senso unico alternato a causa di cantieri. La provinciale è così diventata una trappola di macchine, camion e smog, con code chilometriche e tempi di percorrenza di ore, anche a causa di alcuni incidenti.

Quando cesserà l’emergenza non si sa, l’obiettivo è riaprire la Super almeno verso sud entro il primo maggio. «Le ispezioni hanno evidenziato la necessità di intervento su alcune placche di materiale instabile che dovranno essere rimosse o consolidate - spiegano da Anas, che ieri ha effettuato continui sopralluoghi con rocciatori, droni e sorvoli in elicottero -. La riapertura al transito della sola carreggiata sud potrà avvenire unicamente ultimati gli interventi più urgenti. Il permanere della chiusura della carreggiata nord consentirà invece l’ultimazione delle attività di messa in sicurezza». Per fronteggiare la situazione il prefetto Michele Formiglio ha convocato una riunione d’urgenza. Purtroppo non c’è molto da fare: «Consigliamo a chi può di utilizzare il treno per non congestionare ulteriormente la rete infrastrutturale», suggerisce.

La Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, istituita nel 1928, si snoda per un centinaio di chilometri, dall’hinterland milanese all’imbocco della Valchiavenna. Il tracciato originario nel 1990 è stato spostato sulla Valassina per essere ultimato nel 1999 con il traforo del Monte Barro e dell’attraversamento sotterraneo di Lecco, costato solo quest’ultimo 600 miliardi delle vecchie lire. Buona parte della Super corre proprio in galleria, tra cui la Monte Piazzo, lunga 2.522 metri, rimasta chiusa a lungo nella primavera del 2013 perché stava «scivolando», come cede sempre più spesso l’intero versante.