Subacquea giù in solitaria, malore e risalita in extremis poi il decesso: dolore per la morte di Elvira Mangini

66 anni, era un’assidua frequentatrice del lago davanti al Moregallo

Soccorsi con l'elicottero al Moregallo; nel riquadro, Elvira Mangini

Soccorsi con l'elicottero al Moregallo; nel riquadro, Elvira Mangini

Mandello del Lario (Lecco) – Si è immersa da sola, ieri mattina verso le 10, nelle acque del Lario davanti al Moregallo. Ma la donna, molto probabilmente in fase di risalita, ha avuto un problema che l’ha fatta precipitare verso il fondo. Esperienza e prontezza di riflessi le hanno consentito di riuscire comunque a risalire e raggiungere la riva, ma è stata soccorsa in condizioni già drammatiche e nel pomeriggio è deceduta. La tragedia ha coinvolto la 66enne Elvira Mangini, residente a Milano, ex veterinaria per l’Asl medeghina, assidua frequentatrice del Moregallo e conosciuta da molti, che ieri mattina ha deciso di fare un’immersione.

È scesa in acqua da sola arrivando, secondo quanto ricostruito nelle ore successive al suo recupero, ad almeno 45 metri di profondità. Ma qui, forse quando era già nella fase di risalita, ha avuto un problema, non ancora meglio chiarito: con ogni probabilità un malore legato a un’embolia. Ha subito perso le forze, e la nuotata verso l’alto si è arrestata.

Progressivamente si è inabissata verso il fondale, arrivando a una settantina di metri, nel buio totale e nelle acque rese ancora più gelide dal maltempo. Nonostante la difficoltà, è riuscita ad azionare il palloncino che le ha consentito di invertire la rotta e risalire verso la riva. Quando è stata soccorsa, ieri mattina alle 10.20, era viva anche se in condizioni già drammatiche. Il personale sanitario del 118, intervenuto con un’ambulanza in massima emergenza, ha cercato di stabilizzarla e mettere in atto le prime manovre per scongiurare un ulteriore peggioramento e mantenerla in vita.

In contemporanea ha richiesto l’ausilio dell’elisoccorso, che in pochi minuti ha trasportato la 66enne all’ospedale Manzoni di Lecco, dove è arrivata verso le 11.30. Nel pomeriggio, nonostante i tentativi dei medici di rianimarla, è stato dichiarato il decesso. Ora sono in corso tutti gli accertamenti e le verifiche – anche da parte dei carabinieri, intervenuti sul posto – per capire cosa sia accaduto mentre la donna era in immersione. La certezza della causa di morte sarà stabilità dall’autopsia, se il magistrato di turno della Procura di Lecco deciderà necessario disporre tale esame assieme a eventuali ulteriori verifiche.