L’ingegnere lascia l’ufficio e la laurea. Michele Arnoldi: "Vendo gelati sul carretto"

Ha abbandonato la professione per cui si era laureato. Ora fa su e giù per il lungolago di Dervio e dintorni, con coni e coppette

Michele Arnoldi con il carretto per la vendita del gelato artigianale realizzato insieme al papà

Michele Arnoldi con il carretto per la vendita del gelato artigianale realizzato insieme al papà

Dervio (Lecco), 3 aprile 2024 - “Il carretto passava e quell’uomo gridava “gelati“", cantava Lucio Battisti ne “I giardini di marzo“. A passare sul carretto e gridare "gelati" sul lungolago di Dervio e dintorni è Michele Arnoldi, giovane ingegnere civile di 33 anni, che ha chiuso la partita Iva e abbandonato la professione per vendere gelati.

"Ero stufo del lavoro in ufficio da lunedì a venerdì, non ne potevo più – racconta Michele –. A me piace stare all’aria aperta e avere a che fare con la gente, avevo bisogno di staccare".

Detto e fatto: ad aprile dell’anno scorso ha chiuso la collaborazione che aveva con uno studio professionale e ha preso in gestione uno dei chioschetti per turisti che d’estate vengono aperti a Dervio. "Per pagarmi gli studi ho sempre lavorato nei bar e nei ristoranti e mi è sempre piaciuto – spiega Michele –. Il chiosco però è un’attività che può restare aperta solo durante i tre mesi estivi".

Da qui il colpo di genio: quello di costruirsi un carretto dei gelati con cui girare anche negli altri mesi dell’anno o almeno a partire dalla primavera. "Ho sbrigato tutte le pratiche burocratiche e sono riuscito a ottenere la licenza da ambulante – prosegue Michele –. Insieme a mio padre ho invece costruito il carretto. Abbiamo preso una bici a pedalata assistita, l’abbiamo modificata e abbiamo realizzato appunto un carretto refrigerato a batteria, come quelli di una volta".

Così da ieri Michele, con il suo carretto a tre ruote, percorre avanti e indietro il lungolago per vendere coni e coppe di gelato artigianale: "Mi rifornisco da un mio amico e coetaneo della gelateria artigianale Dulcis in fundo di Mandello. Mi sta insegnando e aiutando parecchio".

Al momento è solo agli esordi, come è agli inizi la stagione turistica. "Per ora va bene così, non mi importa nemmeno se per iniziare riesco a vendere solo venti o trenta gelati, c’è tempo per farmi conoscere – dice –. Intanto mi godo questa scelta di vita, è bello andare in giro con il mio carretto e incontrare e conoscere nuove persone".

Dopo il chiosco e il carretto, intanto Michele ha iniziato a progettare il futuro come produttore di gelati e proprietario di una gelateria.