Gli addetti sono tornati al lavoro nella Fase 2 ma il futuro rimane incerto
Gli addetti sono tornati al lavoro nella Fase 2 ma il futuro rimane incerto

Lecco, 5 maggio 2020 - La pandemia da coronavirus batte cassa. A causa della serrata generale 279 imprenditori in provincia di Lecco hanno chiesto di accedere all’ammortizzatore della cassa integrazione guadagni in deroga, più conosciuta come “cassa Covid“, prevista dai decreti ministeriali per aiutare chi gestisce attività produttive a fronteggiare l’emergenza sanitaria senza chiudere definitivamente e senza licenziare nessuno. Il provvedimento riguarda 520 dipendenti, per i quali sono state chieste 152.489 ore di sospensione autorizzata dal lavoro. Significa una media di 293 ore lavorative di cassa a tesa, per un totale di 36 giorni sempre di media ciascuno.

I decreti per ottenere la cassa in deroga sono già stati autorizzati tra il 21 e il 28 aprile. La rilevazione sono frutto di una elaborazione effettuata dai funzionari dal Centro provinciale per l’impiego di Lecco diretto da Roberto Panzeri. Lo strumento è stato esteso da 9 a 18 settimane e può essere utilizzato sino alla fine di ottobre. Ai dipendenti in cassa spetta una retribuzione mensile di 939,89 euro o di 1.129,66 euro netti a seconda del reddito di riferimento e in base naturalmente ai giorni in cui non si può lavorare.

In molti lamentano però che, nonostante le autorizzazioni, i pagamenti fatichino ad arrivare direttamente nelle tasche di chi ne ha diritto, con il solito rimpallo di responsabilità tra i vertici dell’Inps e i dirigenti del Pirellone, con cifre e tabelle che non corrispondono sul numero dei decreti trasmessi che in Lombardia sono 48.209. "Ormai da settimane assistiamo a un quotidiano scaricabarile da parte dell’Inps sulle Regioni, per giustificare i mancati pagamenti della cassa integrazione che il Governo aveva assicurato sarebbero avvenuti entro fine aprile", si legge in una nota trasmessa proprio dal Pirellone -.«Regione Lombardia ha costituito anche un Fondo regionale per favorire l’anticipazione delle indennità a tutti i lavoratori in cassa integrazione, inclusi quelli gestiti interamente dall’Inps. Ciò avviene già già dal 2014, dando ampia prova della propria serietà".