Incendio azienda rifiuti speciali Colico, nube di fumo spinta per 35 km: arriva a Lecco

La nube, potenzialmente tossica, ha invaso tutto il lago di Como. I tecnici di Arpa invitano a non uscire all'aperto e tenere chiuse porte e finestre

L'incendio a Colico
L'incendio a Colico

Lecco, 10 dicembre 2023 – Una cappa grigia e pungente incombe su Lecco. E' il fumo sprigionato dall'incendio che questa mattina ha distrutto lo stabilimento di un'azienda di rifiuti speciali a Colico. Spinta dal vento, la nube, che si teme possa essere tossica, ha invaso tutto il lago di Como, arrivando fino alla città dei Promessi sposi, a 35 chilometri di distanza in linea d'aria. A causa del forte odore acre di bruciato diverse persone hanno accusato problemi respiratori e bruciore agli occhi.

Vietate le attività all'aria aperta

I tecnici di Arpa stanno monitorando la situazione e svolgendo alcune analisi per stabilire se sussistano pericoli per i cittadini della zona, ma anche per i turisti che stanno affollando le sponde del lago. “In via precauzionale si invita a tenere chiuse le finestre e ritirare eventuali panni stesi – è l'appello del sindaco di Colico Monica Gilardi -. Siete tutti invitati a non avvicinarvi all'area interessata dall'incendio”. Sono state inoltre vietate tutte le attività all'aria aperta nei paesi limitrofi.

L'incendio

L'incendio è divampato all'alba, all'interno di un capannone della Seval, una società specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, tra cui anche rae, pile e batterie esauste, frigoriferi ed elettrodomestici. Batterie, pile e frigoriferi contengono sostanze e gas potenzialmente tossici e pericolosi per la salute umana, oltre che altamente infiammabili. Le operazioni di spegnimento delle fiamme sono quindi estremamente complicate.

I vigili del fuoco

Per circoscrivere il rogo sono stati mobilitati i vigili del fuoco di dieci squadre del comando provinciale di Lecco, di Bellano e di Morbegno. L'aria in zona è irrespirabile. I vigili del fuoco devono indossare respiratori. Una pensionata che abita vicino è stata evacuata dai volontari del Soccorso bellanese perché avvertiva senso di soffocamento. Sul posto stanno operando pure gli specialisti del 115 del nucleo Nbcr, addestrati a fronteggiare rischi nucleari, batteriologici, chimici e radiologici.

Le indagini

Sono al lavoro pure gli investigatori del Nucleo investigativo dei vigili del fuoco, per cercare di stabilire le cause dell'incendio. Alla Seva era già scoppiato un incendio solo tre settimane fa, il 19 novembre. Le fiamme avevano bruciato anche il tetto di un capannone dello stabilimento, lastricato completamente da pannelli solari. I due episodi potrebbero forse essere collegati. Al momento la priorità è riportare la situazione sotto controllo.