Alessandro Fiorito, chi era l’uomo morto dopo essersi lanciato con la tuta alare dal Forcellino. “Mancherai a tutti”

Volava con una ‘divisa’ personalizzata con la livrea del suo birrificio

Abbadia Lariana (Lecco), 22 febbraio 2024 – Non era la prima volta che Alessandro Fiorito si lanciava dal Forcellino. Era un base jumper con tuta alare esperto e il Forcellino è un salto quasi obbligato per tutti tutti i base jumper e piloti di tuta alare esperti come lui. Da lì era saltato parecchie volte e conosceva bene la zona e le caratteristiche ambientali e meteo. 

Alessandro Fiorito durante un volo con la tuta alare dal Forcellino
Alessandro Fiorito durante un volo con la tuta alare dal Forcellino

I 400 metri di parete a strapiombo, i mille metri di dislivello che consentono di planare fin sulla riva del lago di Como, il panorama mozzafiato, sono elementi che lo rendono il luogo perfetti per volare a corpo libero. Anche l'altra mattina Ale indossava la sua tuta alare personalizzata, con la livrea del birrificio che aveva contribuito a fondare, la Refuel Brewing Company, in cui aveva unito la sua professione di pilota e le sue capacità imprenditoriali.

Chi era Alessandro Fiorito

“Cari amici, è con il cuore a pezzi che vogliamo salutare uno dei pilastri della Refuel – lo ricordano proprio i soci del birrificio -. Ale era un amico prezioso, un collega entusiasta, uno dei soci che ha creduto fin da subito in questo progetto. Siamo senza parole di fronte a ciò che è accaduto e il nostro primo pensiero va ai suoi cari. Mancherai a tutti noi”. Alessandro Fioriti, 62 anni, il base jumper che martedì si è schiantato contro le pareti delle montagna lecchesi per poi piombare a terra, abitava a Gallarate. Era papà di un figlio adolescente. Di professione era un pilota di lungo corso. Per una dozzina d'anni era stato capitano Foph di Cargolux Italia. Prima era stato comandante dei Boing 777 per la compagnia Qatar Airways, oltre che istruttore di Boing 757 e 767. Oltre al cielo, amava il mare, era anche appassionato di barca.