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18 mar 2022

A Lecco si amplia il Pronto soccorso Il Covid ha aumentato gli accessi

I nuovi spazi saranno realizzati in un prefabbricato entro l’estate su un’area di circa 900 metri quadrati. Il reparto attuale venne progettato per assistere sino a 30mila pazienti all’anno: ora sono molti di più

daniele de salvo
Cronaca

di Daniele De Salvo

Il Pronto soccorso di Lecco diventa più grande. Sono cominciati i lavori per l’ampliamento del reparto di emergenza dell’ospedale Alessandro Manzoni. Dovrebbero terminare entro l’estate, approvvigionamento dei materiali permettendo. L’intervento costa quasi 2 milioni e 200mila euro, più Iva. I nuovi spazi saranno realizzati in prefabbricato su un’area di poco superiore a 900 metri. Il reparto attuale, quando è stato inaugurato nel 2000, è stato progettato per assistere fino a 30mila pazienti all’anno, che ora però sono molti di più e presentano casi clinici molto più complessi da gestire e trattare. In seguito all’emergenza sanitaria occorrono, inoltre, percorsi differenziati per chi ha sintomi da Covid o risulta positivo. In condizione di normale operatività, l’ampliamento sarà destinato alla presa in carico dei pazienti ad alta complessità, mentre gli utenti a complessità saranno gestiti nell’attuale area. In caso di una nuova ondata di pandemia, i nuovi spazi saranno convertiti per l’isolamento dei pazienti infetti o sospetti tali. E’ prevista una zona pre-triage con sala di attesa dedicata, il raddoppio dei posti destinati ai pazienti in barella barellati, delle sale visita, delle postazioni di radiodiagnostica e un incremento di posti letto di alta intensità assistenziale da due a sette, di cui cinque dotati di "filtro".

"I lavori di ampliamento della struttura permetteranno il potenziamento di uno dei settori sui quali l’epidemia da Covid-19 ha avuto maggiore impatto", spiega il direttore generale di Asst Paolo Favini, senza fare cenno all’ampliamento del Pronto soccorso del San Leopoldo Mandic di Merate previsto da prima di quello di Lecco, i cui lavori però sono fermi al palo, come se i pazienti meratesi non meritassero le stesse attenzioni dei lecchesi.

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