Alla fine non ci sono state sorprese. Gabriele Albertini ha tenuto fede a quanto più volte aveva lasciato intendere. E ieri mattina, puntuale, ha ufficialmente detto no alla sua candidatura a sindaco di Milano. I tentennamenti degli ultimi giorni erano stati attribuiti alle divisioni nel centrodestra sul suo nome. In realtà sembra che la sua scelta si leghi più che altro alla necessità di non stravolgere la propria vita privata. E però, proprio in nome dell’amore che nutre per la sua città, Albertini ha annunciato una sua lista civica e addirittura un suo candidato per la coalizione. Al momento un candidato di tutto il centrodestra non c’è e la partita delle amministrative deve ancora iniziare. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia devono ancora riunirsi per trovare l’intesa sui candidati sindaci di Milano e di altre grandi città.

Certo è che per Matteo Salvini la sfida per riconquistare Palazzo Marino ha un significato particolare. Il leader della Lega deve dimostrare ai suoi elettori che da quando è tornato al governo la sua azione politica è più incisiva sulle sorti delle categorie produttive e sul destino di famiglie e imprese. Un’eventuale vittoria del centrodestra a Milano sarebbe anche la dimostrazione che i consensi non sono crollati per effetto della gestione della pandemia in Lombardia. Regione che peraltro si sta già riscattando sul fronte della campagna vaccinale, alquanto spedita nelle ultime due settimane. Per Giuseppe Sala, sindaco uscente e ricandidato per il centrosinistra, «il Covid ha spazzato via parte di quello che abbiamo fatto e dovremo cominciare da capo». La Milano capitale del turismo e della ristorazione, nonché città universitaria di dimensioni europee, è oggi una realtà in attesa di risollevarsi. Forte di grandi potenzialità, ma anche alle prese con problemi concreti. Il loro superamento dipenderà anche dalla progressiva rimozione delle restrizioni anti-Covid - una per tutte, l’obbligo della quarantena - che consentirà ai turisti, anche stranieri, di tornare in massa, contribuendo a rilanciare tutte le attività ricettive e commerciali.

Proprio domani si riunirà la cabina di regia del governo, che dovrà decidere sul coprifuoco e le altre misure di contrasto alla pandemia. Ormai tutta l’Italia,  tranne la Valle d’Aosta, è in fascia gialla. Ma occorre fare un passo avanti e rispettare il calendario delle riaperture stilato dal governo, che consentirà a tutte le attività di ripartire in sicurezza. Atteso nei prossimi giorni anche il vertice del centrodestra sulle amministrative di Milano per scegliere chi sfiderà Giuseppe Sala dopo il no di Gabriele Albertini. Passa anche dalle Comunali la ripartenza di Milano