Fabio Schiavolin, a.d. Snaitech
Fabio Schiavolin, a.d. Snaitech

Milano - Il gioco e le scommesse in Italia sono un affare serio, ma nell’ultimo anno la pandemia ha preso in contropiede un settore che è abituato a fare dell’imprevedibilità il proprio business. Dal febbraio del 2020 a oggi, da quando cioè il Covid 19 si è manifestato nel nostro Paese, le sale scommesse sono state tra le attività che più sono rimaste chiuse. Ben 350 giorni di inattività, secondo i dati raccolti e messi nero su bianco nel Bilancio di Sostenibilità 2020 presentato in questi giorni da Snaitech, società quotata in Borsa e tra i principali operatori italiani nel settore del gioco legale. Le chiusure hanno messo a dura prova l’intera filiera del gioco legale con i suoi 150mila addetti, sono costate all’erario circa 10 miliardi di euro a causa del minor gettito fiscale e , soprattutto, hanno causato un’esplosione dell’offerta di gioco illegale. Sia il Procuratore nazionale antimafia che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno stimato in circa 20 miliardi il giro d’affari del gioco illegale che potrebbe aver coinvolto fino a 4 milioni di giocatori italiani.

«Oltre ad essere una risorsa per l’erario – spiega Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech – il mercato del gioco regolamentato è fondamentale per garantire la tutela dei clienti e per arginare il gioco illegale, una piaga molto diffusa in Italia. È incredibile e inspiegabile che, nonostante gli investimenti sostenuti per dotare i punti vendita di tutti i necessari dispositivi di sicurezza, i nostri negozi siano stati fermi così a lungo e siano tuttora chiusi nelle regioni in fascia gialla, dove la quasi totalità delle attività ha riaperto ormai da tempo. Le prolungate chiusure – conclude il manager – hanno messo in grande difficoltà tutta la filiera, ma in particolare i gestori e i dipendenti dei punti gioco legale, molti dei quali purtroppo non riapriranno più". Snaitech ha sul territorio italiano una rete di 2.056 punti gioco scommesse, di cui 1.574 con concessione di gioco diretta, e un parco macchine installate composto da circa 38mila AWP (le cosiddette nwe slot) e oltre 10mila video lottery. La chiusura dei punti gioco legali si è ripercossa sui conti dell’azienda, che ha chiuso il 2020 con ricavi a 523 milioni di euro, in calo del 37% rispetto agli 830 milioni di euro del 2019. A salvare i conti è stato il gioco online che ha registrato una crescita dei ricavi del 58%.