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14 giu 2022

Aeroporti Linate e Malpensa, in estate decolla la ripresa: 18 milioni di passeggeri

Scali milanesi non ancora ai livelli del 2019 ma traguardo alla portata. Flussi concentrati sul breve raggio

14 giu 2022
alessandra zanardi
Economia
L’aeroporto di Linate a Milano. Sotto, Armando Brunini, amministratore delegato della Sea
L’aeroporto di Linate a Milano
L’aeroporto di Linate a Milano. Sotto, Armando Brunini, amministratore delegato della Sea
L’aeroporto di Linate a Milano

Dopo due anni di pandemia, si torna a viaggiare e il traffico aereo fa registrare segnali di ripresa. A fotografare il trend positivo, con un cauto ottimismo, è Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. I numeri nei due scali lombardi sono stati ufficializzati nella mattinata di ieri, a margine dell’inaugurazione del nuovo store Feltrinelli, nell’aeroporto di viale Forlanini. "Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un rimbalzo importante, oltre le aspettative – osserva l’ad –. Se a gennaio si registrava il 50% del traffico pre Covid, nei mesi successivi il gap si è via via ridotto, con uno sprint da zero a cento: maggio, in particolare, si è chiuso con un -12,7% rispetto al 2019; segnali incoraggianti anche nei primi 12 giorni di giugno con un -9% sul 2019, complici anche il Salone del mobile e il ponte del 2 giugno". Uno sguardo all’estate. "Pur in un contesto che rende difficile fare previsioni – prosegue Brunini -, si stima che il traffico possa attestarsi tra l’85 e il 90% rispetto ai dati pre pandemia". Significa che tra Linate e Malpensa transiteranno oltre 18 milioni di passeggeri.

Riprendono dunque gli spostamenti, anche se il flusso si concentra per lo più sul breve raggio e i viaggi intercontinentali risentono ancora del clima d’incertezza. "La Cina è un fronte ancora chiuso; in recupero invece il Medio Oriente e i voli sul Nord Africa. Bene gli Stati Uniti, con 8 compagnie e 5 diverse destinazioni", spiega il manager Sea. I contraccolpi della guerra in Ucraina, "con l’azzeramento dei voli su Russia e Giappone, sono compensati dal traffico verso Europa e Stati Uniti". La guerra non influisce dunque sul carico complessivo dei voli, "ma di certo sulle bollette dell’energia, che sono triplicate". Bene anche il traffico merci, "che nel 2021 ha fatto registrare un +35% rispetto ai livelli pre Covid e ora continua a crescere, benché in maniera più contenuta". Il prossimo autunno sarà decisivo per capire se il trend al rialzo è destinato a proseguire o se interverranno al contrario "fattori di raffreddamento sul fronte sanitario, economico o geopolitico". Si stima un ritorno ai numeri pre pandemia nel 2024, "anche prima, se continua così, ma serve cautela".

 

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