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26 apr 2022

Fashion e logistica, il caso Erixmar: con le grucce fatturato a +150%

Vignate, gli spedizionieri del made in Italy passano a 50 milioni di fatturato in 2 anni e sbarcano negli Usa

barbara calderola
Cronaca
Erixmar lavora soprattutto con spedizioni aeree. Sotto, il presidente Stelio Taraschi
Erixmar lavora soprattutto con spedizioni aeree

Vignate (Milano), 27 aprile 2022 - Fatturato più che raddoppiato in due anni, da 20 milioni nel 2020 ai quasi 50 previsti entro dicembre. E ora Erixmar, marchio della logistica per la moda, sbarca a New York. Ma è in Asia che ha fatto il grande esalto, dalle origini in appoggio a un agente marittimo nel porto di Genova a metà degli anni Ottanta, ai capi appesi da consegnare nelle vetrine più blasonate del "Made in Italy" in Oriente. Soprattutto, Cina e Giappone. E a presidiare il mercato e a offrire un servizio impeccabile ci pensa la sede di Hong-Kong. Riceve la merce dalla piattaforma di Vignate, nel Milanese, cuore dell’attività, dove si smistano 1 milione e mezzo di grucce l’anno, "e nel 2022 il budget sarà di 7 milioni di chili. Il primo quadrimestre conferma le previsioni. Numeri che fanno di noi uno dei primi spedizionieri italiani", spiega il presidente Stelio Taraschi.

Risultati lusinghieri per la "multinazionale tascabile", inventata sette anni fa proprio da lui: "Regole da grande azienda globale, ma mentalità da impresa familiare, come il nostro target, realtà che hanno un giro d’affari tra i 50 a 500 milioni. Media impresa, il cuore del tessuto economico italiano. Noi ci occupiamo della ‘fase 2’, quando il prodotto esce dalla fabbrica e deve arrivare a destinazione. Dalla confezione alla vendita, in tutto il processo mettiamo la stessa cura che ci metterebbe chi l’ha ideato". Una filosofia che ha guidato la trasformazione, "è nel 2014 che siamo diventati un corriere internazionale, alla base di tutto, un cambio di mentalità – racconta Taraschi -. Ci siamo rivolti a mercati di nicchia. E dopo il fashion puntiamo al food, l’altro grande settore d’eccellenza per il quale l’Italia è amata nel mondo". Il cambiamento non poteva che passare dal piccolo centro a due passi dalla Madonnina, diventato capitale italiana dell’export aereo: "A Vignate abbiamo un magazzino, centro di tutte le nostre rotte, ora verso Est, ma dal 1 giugno, anche verso Ovest: sbarchiamo nella Grande Mela".

In questo spicchio di provincia è concentrato "il più importante hub nazionale delle consegne via cielo. Non potevamo mancare: metà della nostra attività viaggia così, il 35% via mare e il 15 via terra". Rivoluzione interna a parte, "il Covid ha cambiato tutto con la pandemia i noli sono aumentati del 10% – sottolinea il presidente -. Se non offrissimo un ‘plus’, le spedizioni sarebbero solo un costo. Il segreto è fare nostri i valori di chi ci ingaggia". Che paghi, lo certificano i bilanci: "Fino sette anni fa il nostro giro d’affari era di 700mila euro, adesso è più di 50 volte tanto . Un processo accelerato dalla crisi sanitaria, il virus ha acceso i riflettori sulla questione dell’approvvigionamento che ha modificato la produzione. E noi stiamo al passo".

 

 

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