Ennio Doris
Ennio Doris

Milano, 3 agosto 2020 - C’è una massima che ha animato tutta la sua carriera: «Per vivere bene, non dico felici ma almeno sereni, non puoi essere spietato negli affari e generoso solo con gli amici». Ne ha fatto anche uno slogan: «Il miglior modo di essere egoisti è essere altruisti». E per questo, in ufficio, ha affisso l’icona della Lavanda dei piedi. Chiarisce: «Nel lavoro una persona modella se stessa. Il concetto che nell’opera c’è l’artista vale per tutte le attività umane. Anche in banca». Della generosità di Ennio Doris parlano le testimonianze raccolte da Pier Augusto Stagi nel libro «80 anni di ottimismo» (Mondadori) uscito per il compleanno del presidente di Mediolanum.

«Quando nel 2008 fallì Lehman Brothers – racconta Alberto Nagel – lui decise subito di rimborsare i propri clienti e lo fece mettendo mano al suo portafoglio». Spiega ora Doris: «Siamo stati gli unici al mondo a farlo. Mi sentivo in dovere di fare opera di solidarietà nei confronti degli 11.000 clienti incappati nella vicenda, ma non potevo farlo a carico della banca. Così, l’abbiamo fatto solo noi azionisti: io e la Finivest».

L’amicizia con Silvio Berlusconi è alla base della nascita di Programma Italia, prima, e poi di Banca Mediolanum. Naturale evoluzione della prima rete nata in Italia per offrire consulenza globale nel settore del risparmio gestito. Di loro si dice che non abbiano mai litigato. «Non solo – precisa Doris – Vorrei raccontare un episodio che nessuno conosce. Quando, negli anni Ottanta, la Chase Manhattan Bank mi propone di acquisire il 5 per cento di un broker di Londra, chiedo consiglio a Silvio. Si parlava di 7 milioni e mezzo di sterline di allora e noi eravamo soci. «Io non lo farei», mi risponde. Io, invece, vado avanti, senza dirglielo. Il broker fallisce e perdiamo, inizialmente, l’intero investimento. Ma come dirlo a Silvio? Alla fine lo chiamo e lui, sorridendo, dice: «La prossima volta fidati di più del mio istinto». Tutto qui. Incredibile, no?».