
Oliviero Ponte di Pino, tra i curatori del programma: "In calendario 1.600 eventi, ce n’è per tutti". Si comincia lunedì. "Tra gli imperdibili consiglio l’incontro con Pennac e l’omaggio a Camilleri".
Oliviero Ponte di Pino, consulente culturale, curatore del programma di BookCity con Elena Puccinelli, tredicesima edizione, in partenza da lunedì sino a domenica 17 novembre. Tredici anni, non si è ancora annoiato?
"Per nulla! Il motivo è che BookCity ha continuato a cambiare, si è ingrandita. Quest’anno andiamo fuori dai confini del Comune, in cinque città lombarde, a Cremona e Lodi si aggiungono Como, Monza e Pavia. Sono 1600 eventi, ognuno può cercarsi gli autori preferiti, oppure andare per temi".
Come si fa a scegliere?
"Il consiglio, apparentemente banale, è quello di andare sul sito dove si possono ricercare gli eventi in base a varie chiavi.
BookCity parla di tutto, dalla cucina alla medicina, dalla geopolitica all’arte. Altra cosa: il luogo. Chiunque può trovare vicino casa un luogo a meno di dieci minuti a piedi dove c’è uno degli eventi di BookCity. Fra le nuove sedi abbiamo il Poldi Pezzoli, l’Ambrosiana, l’Avvocatura comunale, Assolomarda, la Rotonda dei Pellegrini...".
Cinque eventi imperdibili?
"Il primo: mercoledì 13 (anche se BookCity inizia lunedì 11) la serata inaugurale al Teatro Dal Verme sul tema della Pace con Edith Bruck e Claudio Magris, che riceveranno il Sigillo della Città dal sindaco di Milano Giuseppe Sala. Da non perdere anche l’evento di chiusura di BookCity, domenica 17 al Parenti, con Daniel Pennac, autore molto amato, in dialogo con Stefano Bartezzaghi. Il secondo: sulla geopolitica, visti i tempi e la recentissima elezione di Trump, consiglio di fare una tappa nella sede dell’Ispi (Percorsi d’autore – L’età dell’insicurezza. La crisi delle democrazie nel mondo in guerra il 16 novembre, ndr) in via Clerici. Ci sono due grandi focus sull’impatto delle guerre sulle democrazie e la Russia; di pace si parla anche in altri luoghi come la Fondazione Feltrinelli, il Centro San Fedele, dove è previsto un incontro (il 15) con l’arcivescovo Mario Delpini, Milena Santerini e Marco Tarquinio; al Castello Sforzesco con Elly Schlein (Pace, l’utopia che deve farsi realtà) con Gianni Cuperlo, Marco Damilano, Barbara Pollastrini.
Al Castello primo omaggio a Camilleri per il centenario della sua nascita che cade nel 2025: cominciamo a festeggiare giovedì 14 novembre (alle ore 19, presso la Sala Viscontea). Incontro moderato da Mauro Novelli, curatore dei due “Meridiani” Mondadori dedicati alle Storie di Montalbano, nel quale intervengono lo scrittore Carlo Lucarelli, che con Camilleri ha firmato il romanzo Acqua in bocca (Minimum Fax), il critico letterario Salvatore Silvano Nigro, curatore del “Meridiano” riservato ai Romanzi storici e civili di Camilleri e autore dei risvolti delle sue opere edite da Sellerio, e Paolo Verri, direttore di Fondazione Mondadori. Imperdibile anche il polo del giallo, con decine di autori all’Umanitaria: potrà accontentare tutti.
Infine, tanti eventi sul filo della memoria, alla Casa della Memoria e al Memoriale della Shoah. Anche l’Archivio di Stato apre le porte a BookCity".
BookCity piace, è esportabile altrove?
"Il modello di rete, di partecipazione sì. Ma ogni città ha le sue peculiarità. A Milano funziona perché le proposte arrivano da editori e librerie, dal territorio, dalle associazioni. BookCity in questi anni ha accompagnato la rivalutazione e la crescita dei quartieri. E ha fatto registrare picchi di partecipazione culturale molto alti".
Proposte per il futuro?
"I tempi sono maturi per immaginare un Museo dell’editoria. Mi pare strano che ancora nessuno l’abbia realizzato".