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15 dic 2020

Natale 2020, la tradizione del ceppo in Lombardia

Un’usanza di origini antichissime che appartiene ai riti propiziatori e bene auguranti per il nuovo anno

15 dic 2020
La tradizione del ceppo di Natale si ripete anno dopo anno in Liguria e in Abruzzo, dove si svolgono rappresentazioni e manifestazioni dedicate al ceppo natalizio da ardere. Questa è ritenuta una delle usanze natalizie più antiche (viene fatta risalire alla Germania del XII secolo): la sera della vigilia, il capofamiglia brucia nel camino di casa un grosso tronco di legno. Un tempo alle ceneri venivano attribuite proprietà magiche e per questo erano conservate fino all'anno successivo.
Il fuoco di un camino (foto di repertorio)
La tradizione del ceppo di Natale si ripete anno dopo anno in Liguria e in Abruzzo, dove si svolgono rappresentazioni e manifestazioni dedicate al ceppo natalizio da ardere. Questa è ritenuta una delle usanze natalizie più antiche (viene fatta risalire alla Germania del XII secolo): la sera della vigilia, il capofamiglia brucia nel camino di casa un grosso tronco di legno. Un tempo alle ceneri venivano attribuite proprietà magiche e per questo erano conservate fino all'anno successivo.
Il fuoco di un camino (foto di repertorio)

Milano, 15 dicembre 2020 - Natale è alle porte e i lombardi si stanno preparando al meglio, nonostante arrivino da mesi duri, a causa della pandemia di Coronavirus. Quest'anno più che mai si ha voglia di famiglia, di calore e di riscoprire le tradizioni delle feste. Un modo per staccare dalla routine e godersi anche le cose semplici, spesso sottovalutate.  

Tra le tradizioni natalizie di antica memoria c’è senza dubbio quella del ceppo di natale. Un’usanza di origini antichissime che attraversa da nord e sud, da est a ovest, tutto il continente europeo. Si tratta di un’abitudine rurale che appartiene ai riti propiziatori e bene auguranti per il nuovo anno. Secondo le testimonianze risalirebbe al XII secolo e sarebbe stata molto diffusa nel continente europeo fino al XIX inizio del XX secolo. Il quel periodo il camino era il cuore della casa ed anche l’unica fonte di riscaldamento.

Secondo la tradizione, la Vigilia di Natale, il capofamiglia poneva nel focolare di casa un grosso tronco di legno, che poi veniva lasciato ardere anche nelle dodici successive notti fino all’Epifania. Il rito variava da regione a regione. In Lombardia, ad esempio, il capofamiglia prendeva fra le braccia il ciocco come fosse un bambino e lo poneva nel camino accendendolo con una fascina di ginepro benedetto. Poi versava del vino in un bicchiere, ne rovesciava un po’ sulle fiamme, beveva un sorso del rimanente e lo passava a tutti i membri della famiglia. Gettava poi una moneta sul ceppo ardente e ne donava un’altra a tutti i familiari. Per completare il cerimoniale da tre grandi pani – gli antenati del panettone – tagliava una fettina che veniva messa accuratamente da parte per essere data come “medicina” a chi, durante l’anno, si ammalava.

Oggi, per tramandare una tradizione che appartiene alla nostra cultura da secoli, in alcune zone, questo rito privato si è trasformato un rito collettivo. Sono varie le manifestazioni, organizzate a livello locale, durante le quali la sera della Vigilia di Natale viene acceso un fuoco che poi verrà mantenuto vivo fino al 6 gennaio.

Ma chi non ha un camino a disposizione? O la possibilità di fare un falò? C'è sempre la possibilità di preparare o acquistare il Tronchetto di Natale, un dolce di origine francese, che rappresenta la versione culinaria del ceppo di Natale. 

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