Terrorismo, arresti in Lombardia: indagini sul ruolo di Koraichi

Stando agli accertamenti in corso da parte degli investigatori di Digos e Ros infatti, è probabile che Koraichi all'interno dell'Isis non sia un semplice combattente, ma rivesta un ruolo di maggiore peso nella propaganda, dell'addestramento e nell'arruolamento di altri soggetti

Un fermo immagine tratto da un video dei carabinieri mostra Mohamed Koraichi

Un fermo immagine tratto da un video dei carabinieri mostra Mohamed Koraichi (S), Alice 'Aisha' Brignoli

Milano, 30 aprile 2016 -  Indagini sul ruolo specifico "di peso e non di semplice soldato" all'interno del sedicente "Stato islamico" di Mohamed Koraichi, il marocchino che si troverebbe nelle zone di guerra iracheno-siriane con la moglie italiana e i tre figli iccoli, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano per terrorismo internazionale che ha portato a quattro arresti. 

Stando agli accertamenti in corso da parte degli investigatori di Digos e Ros, coordinati dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli e dai pm Enrico Pavone e Francesco Cajani, infatti, è probabile che Koraichi all'interno dell'Isis non sia un semplice combattente, ma rivesta un ruolo di maggiore peso nella propaganda, nell'addestramento e nell'arruolamento di altri soggetti.

Da quanto si è saputo, gli investigatori stanno analizzando video e altro materiale, parte del quale si trova anche nei canali di propaganda di 'Daesh' on line, per ricostruire i compiti specifici nell'organizzazione terroristica del marocchino, che ha sposato l'italiana Alice Brignoli, anche lei latitante. Negli atti dell'inchiesta, tra l'altro, si legge che sono stati trovati "riscontri del fatto che Koraichi svolge addestramento militare e ha partecipato quale mujahidin alle azioni violente decise dall'organizzazione terroristica". E si fa riferimento a un'intercettazione in cui Moutaharrik "racconta a Abderrahmane Khachia", anche lui finito in carcere, "di aver riconosciuto Koraichi nelle immagini di una non precisata emittente televisiva". 

Immagini nelle quali si vedrebbe il marocchino "con gli 'uomini del califfatò" partecipare "all'azione di 'liberazione' di un non precisato aeroporto dove sarebbero periti circa 250 soldati avversari". Sempre dalle indagini è emerso anche che il proposito dell'operaio-kickboxer Moutaharrik di colpire l'ambasciata d'Israele risale al 2009, quando l'uomo probabilmente era già in contatto con estremisti islamici prima anche che nascesse l'Isis.