Seregno, chiamato come responsabile civile al processo. Ma è morto

Il dibattimento al Tribunale di Monza riguarda la morte di un 50enne caduto da una tettoia. Nel frattempo però anche l’accusato è deceduto

L'esterno del tribunale di Monza (Archivio)
L'esterno del tribunale di Monza (Archivio)

Seregno (Monza Brianza), 5 dicembre 2023 - Chiamato come responsabile civile al processo per omicidio colposo per un infortunio sul lavoro avvenuto a casa sua. Anche se nel frattempo anche lui è deceduto.

Per il giudice la palla passa ora agli eredi che, però, in teoria, hanno 10 anni di tempo per decidere se accettare l'eredità. E' successo al Tribunale di Monza dove un 74enne di Seregno, Gian Carlo S., è imputato per la morte di Enrico Milani, un 52enne di Seveso. Il fatto contestato è accaduto nel 2017 a Seregno, ma la vittima dell'incidente sul lavoro è spirata tre anni dopo ad Alessandria. Il 74enne è accusato, in qualità di datore di lavoro di Enrico Milani "nell'ambito di una attività artigianale non registrata di recupero di materiale ferroso e altri scarti di lavorazione", di avere "ordinato" al 50enne di "salire su una tettoia" alta quasi 4 metri per smontare alcune lamiere, "senza adottare qualsivoglia misura idonea a prevenire rischi di caduta". Il 50enne era scivolato precipitando a terra e aveva subìto lesioni gravissime tra cui un trauma cervicale che ne aveva provocato la paralisi.

Il fascicolo penale, inizialmente aperto dalla Procura di Monza per lesioni colpose, dopo il decesso è diventato per omicidio colposo. Gli inquirenti hanno mandato a giudizio soltanto il presunto datore di lavoro e non il padrone di casa, che ha sostenuto di non avere dato l'ok perchè per le lamiere sulla tettoia, comunque da levare, venisse fatto inerpicare il 50enne. Ma il proprietario della tettoia è stato chiamato a rispondere al processo come responsabile civile dal difensore di parte civile che rappresenta i familiari della vittima e dal difensore dell'imputato. Il giudice ha ammesso la chiamata come responsabile civile, come spesso accade in queste vicende. Però poi il padrone di casa è morto e il suo avvocato ha chiesto quindi che venisse estromesso dal procedimento penale. Istanza respinta, si torna in aula a marzo.