Scuola chiusa per Ramadan, parla la sindaca di Pioltello: “Il ministro sbaglia, lo invito qui. Il nostro è un istituto modello”

Intervista a Ivonne Cosciotti dopo giorni di bufera: "Mandare gli ispettori? Gesto punitivo" E propone un incontro a Valditara: "Gli farò conoscere docenti che lavorano con il cuore"

Pioltello (Milano) – Un post a tarda sera, a margine delle 48 ore di clamore mediatico, delle telecamere, delle tante parole e della politica: "A qualcuno piace sempre cercare un nemico: il gioco trito del noi contro voi, la stirpe italica contro l’invasione dello straniero, la cattolica nazione amata contro la terra senza tradizioni. Ricordo che molti stranieri sono le nostre badanti, quelli dei turni di notte, e spesso chi muore nei nostri cantieri". Qualche strale: "Ogni pioltellese sa che la nostra città è multietnica: lo sa persino la ‘ndrangheta, che pensava di battermi alle elezioni". E una foto ‘pacificatrice’: la sindaca Ivonne Cosciotti fra i bambini sorridenti della scuola Iqbal Masih: "Ditemi pure che non vi piace".

Genitori e alunni della scuola Iqbal Masih. Nel riquadro, la sindaca Ivonne Cosciotti
Genitori e alunni della scuola Iqbal Masih. Nel riquadro, la sindaca Ivonne Cosciotti

Sindaco, qual è il suo sentimento prevalente in questi giorni?

"L’amarezza. La nostra è una città difficile, si sa. Facciamo tanto, da anni, per renderla bella, serena, verde. Ed eccoci qua, protagonisti sui giornali e i telegiornali, per una scelta scolastica semplicemente di buon senso. Ritrovarci al centro della vecchia schermaglia sul noi e loro è sminuente. Avvilente".

Cosa le dicono i suoi cittadini? "

La città è serena. Certo, questo assedio alla scuola è sconcertante, ha creato un po’ di trambusto. Ma ciascuno, per fortuna, continua la sua vita".

Cosa l’ha maggiormente infastidita di quanto accaduto in questi giorni?

"Non so se infastidita sia il termine giusto. Ma l’atteggiamento del ministro, l’invio immediato degli ispettori. Mi è parso un gesto piccolo. Privo di qualsiasi rispetto per la scuola, per una decisione presa dagli organismi collegiali nel pieno delle loro prerogative. Un gesto sbagliato, accompagnato da parole sbagliate. Punitivo".

Però ha invitato il ministro Valditara a visitare la scuola.

"La scuola e la città. Lo invito nuovamente, vorrei davvero venisse. A conoscere un preside che lavora venti ore al giorno, insegnanti impegnati a pieno regime e che fanno le cose con il cuore, portando a casa ogni giorno importantissimi risultati. Mi piacerebbe davvero. Sono pronta a riceverlo".

Il preside Fanfoni si è trincerato nel silenzio. Lei lo sente?

"Certamente, ogni giorno. È sereno quanto lo si può essere in questa situazione, è tranquillo come lo è chi sa di aver assunto una decisione condivisa e, come dicevo, di buon senso. Anche la scelta del silenzio è una scelta responsabile: c’è in ballo un’indagine disciplinare".

Tante parole in questi giorni. In quali si è riconosciuta?

"Gioco in casa, in quelle della senatrice Malpezzi, che ha fatto, subito, un intervento moderato e che rispecchia la realtà delle cose. Certo, ci conosce: è di qui".

Stanotte in città è stato rimosso uno striscione della Rete dei Patrioti, movimento di estrema destra. Ha timori per la serenità della città?

"Comunque la si voglia vedere è un episodio preoccupante. Un brutto segnale. C’è qualcuno che vuole diffondere tensione, timore, e in parte sta anche raggiungendo il suo scopo. Il mio unico auspicio è che la città mantenga un clima sereno, e torni alla normalità. In questo senso, è fondamentale il contributo di molti, anche dei media".

È tornata alla scuola Iqbal Masih?

"Non in questi giorni ma sicuramente ci tornerò a breve.

Il clima in Comune?

"L’Amministrazione è coesa, ho modo di pensare che la minoranza politica tenterà la sua battaglia. Spero che non lo facciano da soldatini schierati da altri, ho letto interventi che mi hanno sconcertato".