Milano, 3 dicembre 2020 - Le previsioni della vigilia sono state rispettate. Il governo ha mantenuto la linea del rigore durante le festività natalizie. "A Natale servirà una estrema serietà per evitare nuove, pesanti chiusure", aveva spiegato ieri il ministro della Salute Roberto Speranza. Prende quindi forma il Natale 2020, segnato duramente dall'emergenza Covid-19. Nella notte è stato approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, il decreto legge che regolerà gli spostamenti tra regioni. La scelta è per la massima cautela.  Il nuovo decreto, di due soli articoli, serve a dare "copertura" proprio alla stretta natalizia. Permette a Conte di firmare un  dpcm che duri fino a 50 giorni (ora il limite è 30) e quindi di fissare la scadenza del decreto in vigore dal 4 dicembre anche oltre l'Epifania (tra le ipotesi c'è quella del 15 gennaio). Ma soprattutto, consente misure più rigide nelle festività a prescindere dal colore delle Regioni

Ma entriamo nel dettaglio delle norme: "Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra Regioni diverse (compresi quelli da o verso le province autonome di Trento e Bolzano), ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute", si legge nel decreto legge firmato stamattina dal presidente Sergio Mattarella. Il Dl "introduce modificazioni urgenti della legislazione emergenziale per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus Covid-19. Il testo estende il limite massimo di vigenza dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) attuativi delle norme emergenziali, portandolo dagli attuali 30 a 50 giorni.  Inoltre, il decreto stabilisce che "il 25 e il 26 dicembre 2020 e l'1 gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra Comuni diversi, con le stesse eccezioni (comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute);  sarà sempre possibile, anche dal 21 dicembre al 6 gennaio, rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione;  dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 sarà vietato spostarsi nelle seconde case che si trovino in una Regione o Provincia autonoma diversa dalla propria. Il 25 e 26 dicembre 2020 e l'1 gennaio 2021 il divieto varrà anche per le seconde case situate in un Comune diverso dal proprio. Infine, le nuove norme stabiliscono che i Dpcm emergenziali, indipendentemente dalla classificazione in livelli di rischio e di scenario delle diverse Regioni e Province autonome, possano disporre, nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, su tutto il territorio nazionale, specifiche misure tra quelle già previste elencate dalle norme primarie".

Fontana: "Lunare vietare spostamenti tra i Comuni"

Riguardo il divieto di spostamento dei cittadini tra Comuni della stessa Regione, il governatore lombardo Attilio Fontana non è d'accordo. "Leggere un decreto legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e l'1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra Comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è un fatto 'lunare' - ha detto - ed è in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni". "Bene ha fatto la Conferenza delle Regioni - ha aggiunto Fontana - ad assumere una posizione di forte critica verso contenuti e metodo imposti dal Governo con un decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile". 

In arrivo anche il Dpcm

Dopo un lavoro di revisione proseguito anche dopo il Cdm, il governo dovrebbe inviare ai governatori il nuovo dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà questa sera ed entrerà in vigore dal 4 dicembre. Confermato il sistema in tre fasce. Con coprifuoco in tutta Italia alle 22 e ristoranti chiusi in zona gialla alle 18. Nessun ammorbidimento nei venti giorni tra Natale e l'Epifania. Anzi, i blocchi cresceranno, le misure si faranno ovunque più rigide.

Locatelli: "Scelta linea della massima cautela" 

Per Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e membro del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza coronavirus: "Le scelte del Governo siano evidentemente ispirate al principio della massima cautela, per evitare di vanificare tutto quanto è stato raggiunto in queste settimane£. "Attraverso la differenziazione del profilo di rischio" nelle diverse regioni d'Italia, e con "l'implementezione di tutta una serie di misure - ha sottolineato - si è riusciti a riportare decisamente più sotto controllo numeri che mostravano una crescita assai importante" dell'epidemia di Covid-19. "Anche i dati di ieri - ha evidenziato Locatelli - indicano come ormai la percentuale di tamponi positivi rispetto a quelli effettuati sia in continuo calo, e fortunatamente" negli ospedali "si riduce anche il carico in termini di occupazione sia dei posti letto di area medica sia dei posti nelle terapie intensive".

In Lombardia calano contagi, morti e ricoveri

Situzione in lento ma costante miglioramento anche in Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia. Ieri un nuovo calo dei contagi: 3.425 nuovi casi. In diminuzione anche i decessi, scesi a 175 contro i 249 del giorno precedente. In flessione il rapporto tamponi/positivi, sceso sotto la soglia del 10% (ieri al 9,4%). Si allenta la pressione sugli ospedali, dove le terapie intensive hanno fatto registrare 21 ricoveri in meno (855 i posti letto attualmente occupati). In calo anche i ricoveri negli altri reparti (-120), con il totale sceso a 7.222. A questo va ad aggiungersi l'incremento di pazienti guariti/dimessi: +5.487, per un totale di  274.189, di cui 6.021 dimessi e 268.168 guariti. ( I dati del bollettino Covid del 2 dicembre)

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