Coronavirus
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Milano, 12 gennaio 2021 - Preoccupa il contagio da coronavirus in Lombardia, a rischio zona rossa dal 16 gennaio, in virtù di un indice Rt salito a 1,24. Le ultime indiscrezioni sul nuovo Dcpm (o decreto) parlano di un'ulteriore stretta alla movida (stop all'asporto per i bar dopo le 18) e della proroga del divieto di spostamenti tra regioni in tutta Italia. Esclusa, al momento, l'ipotesi di weekend sempre arancioni, mentre potrebbe essere confermata la deroga per andare a trovare amici o parenti una volta al giorno (dentro il Comune) in zona rossa. Possibile l'introduzione di una zona bianca (dove l'indice Rt resta sotto lo 0,50) mentre criteri più stringenti dovrebbero facilitare l'ingresso in zona arancione e nella fascia più alta di rischio. Ieri in Lombardia i contagi in regione sono stati 1.488 ma, come ogni lunedì, a fronte di un numero di tamponi ridotto: appena 13.356.

Coronavirus Lombardia

Oggi invece i nuovi casi in regione sono 1.146 a fronte di 15.964 tamponi, per un rapporto nuovi positivi/tamponi del 7,1%. Sono invece 54 le vittime nelle ultime 24 ore (25.903 da inizio pandemia). I guariti sono 1.184 e i dimessi 3.586. Quattro le persone in più ricoverate in terapia intensiva rispetto a ieri (ma con 38 nuovi ingressi), +119 i ricoverati negli altri reparti Covid. Sul fronte vaccini,  sono state 14.717 le vaccinazioni anticovid eseguite ieri nelle strutture sanitarie. La Regione sottolinea che, dall'inizio della campagna, sono 86.260 le dosi somministrate.

Coronavirus Lombardia 12 gennaio

Per quanto riguarda i casi nelle varie province i nuovi casi sono così suddivisi: Milano 355 di cui 135 nel capoluogo; Bergamo 26; Brescia 135; Como 54; Cremona 7; Lecco 37; Lodi 39; Mantova 154; Monza e Brianza 48; Pavia 95; Sondrio 52; Varese 144.

Covid: il contagio in Italia /Pdf

Sono invece  14.242 i nuovi positivi in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute: 1.710 in più rispetto a ieri. Le vittime sono 616, ovvero 168 in più rispetto a ieri. Il tasso di positività, dunque, è pari al 10% (ieri 13,6%). In totale dall'inizio dell'emergenza sono state contagiate 2.303.263 persone e ne sono morte 79.819.  Altri 16.035 i dimessi/guariti, mentre calano gli attualmente positivi: sono 3.953 in meno, 575.979 in totale. Sono sei in meno i pazienti in terapia intensiva per il Covid-19 rispetto a ieri, mentre i ricoverati con sintomi nei reparti ordinari salgono di 109 unità, portando il totale a 23.712. In isolamento domiciliare ci sono 543.692 persone, 6.042 in meno di ieri.

Galli contro il sistema delle zone

Il sistema delle zone, intanto, viene criticato da Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano. "I dati indicano che siamo non dico daccapo - ha detto intervenendo ad 'Agorà' su Rai3 - ma in una situazione non tranquilla, con la possibilità di ritrovarci settimana prossima di nuovo con gli ospedali in forte difficoltà. Non c'è certezza, ma per come si configura, la situazione ci dà elevate possibilità di essere messi male a breve". 

Stato di emergenza fino al 31 luglio

Nel frattempo il Comitato tecnico scientifico ha dato l'indicazione al Governo, in vista del nuoco Dpcm, di prorogare lo stato d'emergenza fino al 31 luglioSecondo gli esperti, quattro sono gli elementi che consigliano il prolungamento di altri sei mesi, in modo da poter gestire la situazione con strumenti emergenziali: l'impatto ancora alto del virus sull'occupazione dei posti letto ospedalieri, la campagna vaccinale, la preoccupante situazione internazionale e la possibile sovrapposizione dell'influenza stagionale con il Covid.

Un'altra vittima tra gli operatori sanitari

La categoria degli operatori sanitari piange un altro morto nella lotta al coronavirus. Si tratta di Giovanni Baldi, aveva 56 anni e lavorava all'Ospedale Maggiore di Crema.E ra stato contagiato dal coronavirus, una lotta iniziata dieci mesi fa, con un lungo periodo di ricovero in terapia intensiva per l'aggravarsi delle sue condizioni. Poi era stata trasferito in una struttura riabilitativa in provincia di Brescia. Sabato le sue condizioni si sono nuovamente aggravate tanto da rendere necessario nuovamente il trasferimento in terapia intensiva a Crema, nel suo ospedale dove domenica si è spento. 

La pandemia cambia la ricerca scientifica

ricercatori universitari, come altri lavoratori con alto capitale umano, hanno modificato i propri modi di lavorare a causa della pandemia Covid-19. Le implicazioni di questo fenomeno sono molteplici in particolare in termini di organizzazione dello spazio per il loro lavoro. Lo spiega un gruppo di ricerca interdisciplinare del Politecnico di Milano che ha raccolto le esperienze di 8.049 accademici universitari (49% donne, 51% uomini, età media 51 anni) in tutta Italia tra il 24 luglio e il 24 settembre 2020.