LUCA BALZAROTTI
Cronaca

Donazione del sangue, la sfida dell’autosufficienza: "Servono 50mila unità in più, sul plasma occorre accelerare"

Oscar Bianchi, presidente della sezione lombarda dell’Avis: stiamo sensibilizzando i cittadini Il rapporto è 18 chili ogni mille abitanti, siamo a 15,6. È fondamentale per produrre farmaci

Donazione sangue

Donazione sangue

Milano – Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia, oggi ricorre la ventesima edizione della Giornata mondiale del donatore: su quale tesoretto di sangue può contare la Lombardia?

"Attualmente mille unità. Una quantità che ci lascia tranquilli. Ma il pericolo è sempre dietro l’angolo: un imprevisto, come un ferito grave che necessita di trasfusioni, può esaurirlo. Per questo la nostra associazione, impegnata con Regione Lombardia a raggiungere l’autosufficienza di sangue e plasma sul territorio, si concentra più che sulle scorte sulla ricerca di donatori disponibili al prelievo in ogni momento".

Quanto manca al traguardo?

"In questo momento stiamo promuovendo iniziative per sensibilizzare la donazione del plasma. L’indicatore di autosufficienza è di 18 chili ogni mille abitanti. La Lombardia, a oggi, ha raggiunto quota 15,6. Dobbiamo crescere di 2,4 chili, significa incrementare del 15-20%. In valori assoluti vuol dire 50mila unità di plasma in più in un anno: nel 2023 ne abbiamo raccolti 83mila chili".

È un dato in crescita?

"Sì. L’incremento delle donazioni di plasma evita di ricorrere all’acquisto sul mercato, anche estero, di prodotti plasma derivati provenienti da plasma “dato a pagamento” e non donato. Stiamo sensibilizzando i cittadini sull’importanza della donazione, sull’utilità e finalità della stessa, fornendo informazioni su quanti e quali sono i prodotti plasma derivati e i relativi utilizzi, soprattutto in uno scenario demografico caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione".

Dal plasma l’industria farmaceutica sviluppa farmaci spesso salva-vita, utilizzati per integrare le componenti mancati nel sangue del paziente affetto da patologie. Come giustifica questo ritardo nelle donazioni rispetto al sangue?

"La donazione del sangue avviene in poco tempo ed è “intera“: si prende il sangue con tutto il suo contenuto. Il plasma invece richiede una lavorazione: viene visto come inizio di una produzione farmacologica e questo crea ancora un po’ di diffidenza. Ma una volta superata prevale la gratificazione nel donatore: dare sangue o plasma è importante allo stesso modo".

Siamo alla vigilia dell’estate, uno dei periodi più critici per le donazioni: qual è l’appello di Avis?

"Donate prima di partire per le ferie. È un gesto civico che consente di evitare difficoltà, visto che a seconda degli Stati o delle Regioni in cui si va in vacanza può essere richiesto un periodo di sospensione della donazione. Inoltre, il sangue ha una durata di 42 giorni. Ma più lo si consuma vicino alla raccolta e meglio è".