SIMONA BALLATORE
Cronaca

Esami di maturità, il bilancio: crescono i 60 “politici”, le lodi date col contagocce. La classifica

Cortocircuito tra il diploma e test Invalsi: in Lombardia si va peggio, Cremona premia di più, Como "bacchetta". Brillano i quadriennali

Gli esami di maturità del 2023 hanno presentato risultati piuttosto inusuali

Gli esami di maturità del 2023 hanno presentato risultati piuttosto inusuali

Sono 13.414 i diplomati "con lode" quest’anno, tra loro 762 lombardi. Rispetto allo scorso anno sono diminuite – sulla carta – le eccellenze, storicamente distribuite "col contagocce" rispetto ad altre regioni d’Italia, che pure hanno registrato un calo rispetto agli "anni del Covid" ma che ne hanno concesse migliaia. Il record, in numeri assoluti, va alla Campania con 2.620 “lodati“, seguita da Sicilia con 1.853 e dal Lazio con 1.162 ma, percentualmente, contando il numero di studenti, primeggiano Calabria e Puglia, col 5,6% dei diplomati che chiude le superiori con un 100 e lode, in Campania è il 3,3%; in Lombardia solo l’1,1% ha conquistato il massimo dei voti con lode (erano l’1,5% un anno fa).

Un altro metro di valutazione nazionale - le prove Invalsi - raccontano una geografia diversa, quasi speculare: gli studenti "accademicamente eccellenti" in Lombardia sono il 26% al termine del primo ciclo d’istruzione e il 21% alla fine del secondo, ben al di sopra della media nazionale e con differenze territoriali anche in questo caso molto marcate.

Tornando agli ultimi esami di Stato, non mancano differenze anche tra una provincia e l’altra: le lodi spiccano fra i banchi di Cremona (2,49% dei diplomati), a Como sono una rarità (0,73%), a Milano una manciata in più: 0,99%. Diminuiscono anche gli studenti che hanno ottenuto 100: a livello regionale si è passati dal 6,7% di un anno fa al 4,4% di quest’anno (a livello nazionale sono passati dal 9,4% al 7,3%). Più cento sempre a Cremona, seguita da Sondrio (rispettivamente 5,50 e 5,02%).

Sia a livello nazionale che regionale si stringe la fascia di valutazioni comprese tra il 91 e il 99 mentre si allarga quella tra il 71 e l’80 (che in Lombardia raggiunge il 30,4% rispetto al 29,5% di un anno fa) e si fa più popolosa la fascia 61-70, che sale al 31,8% (24,1% nell’anno scolastico 2021/2022). Esce col 60 “politico“ il 6,4% dei diplomati (erano il 4,7% l’anno scorso): anche a livello nazionale si contano più 60, ma ci si ferma al 5%. A livello provinciale abbondano i 60 a Varese (7,18%), Bergamo (7,10%), e Lodi (7,09%); a Milano ha preso il minimo sindacale il 6,35% dei candidati, a Lecco solo il 4,41%.

Nel report pubblicato dall’Ufficio scolastico per la Lombardia, che archivia la maturità 2022/23, anche un focus sui differenti percorsi di studio. La “forbice“ non è solo territoriale: nei licei lombardi l’1,6% dei candidati ha conquistato la lode, il 5,8% ha conseguito 100/100, l’11,4% ha ottenuto tra 91 e 99 e il 18,8% tra 81 e 90. Negli indirizzi tecnici le lodi (e i voti) scendono: 100 e lode per lo 0,7% dei candidati, il 3,3% raggiunge quota 100, l’8,6% si piazza tra il 91 e il 99 e il 14,1% tra l’81 e il 90.

Nei professionali la lode è sempre più lontana, raggiunta dallo 0,3% dei diplomati, il 2,2% arriva al 100, il 6,4% prende tra il 91 e il 99 e il 13,9% è nella fascia 81-90. C’è però chi è arrivato al traguardo un anno prima e anche molto bene: gli istituti che presentano corsi quadriennali brindano al 3,3% degli studenti con lode e al 6,1% col 100. Lodi anche all’1,1% dei diplomati dei quadriennali tecnici, dove il 2,2% ha avuto il 100.