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16 feb 2022

Scoperti tre coronavirus gemelli del Covid. Lo studio: possono infettare l'uomo

I "parenti stretti" del SarsCoV2 identificati dall'Istituto Pasteur di Parigi: vivono nei pipistrelli che popolano le caverne del Laos. I ricercatori: "Passo in avanti per capire l'origine del virus"

16 feb 2022

Milano, 16 febbraio 2022 - Il Covid ha tre parenti molto stretti: vivono nei pipistrelli che popolano le caverne del Laos e sono potenzialmente in grado di infettare l'uomo. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, non preoccupa la comunità scientifica, ma aggiunge tasselli importanti alla ricostruzione dell'origine del virus che ha causato la pandemia. I nuovi coronavirus sono stati identificati dall'Istituto Pasteur di Parigi e dall'Istituto Pasteur del Laos a Vientiane.

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"Fin dalla sua comparsa, sono state studiate numerose specie per identificare possibili serbatoi animali o ospiti intermedi del virus", osservano i ricercatori. Tuttavia, "l'origine del SarsCoV2, così come il modo in cui è entrato nella popolazione umana, è attualmente sconosciuta". La nuova ricerca potrebbe aiutare a risolvere questo mistero. I ricercatori hanno infatti individuato in campioni organici di pipistrelli catturati in alcune grotte calcaree del Nord del Laos tre nuovi coronavirus (denominati BANAL-52, -103 e -236) molto vicini al SarsCoV2.

La somiglianza riguarda soprattutto la proteina Spike, specialmente quella porzione della proteina che si lega al recettore Ace2, che è la principale porta che usa il virus per entrare nelle cellule del nostro organismo. Ciò rende i nuovi virus i parenti più stretti del Covid finora identificati. I test effettuati su cellule umane hanno mostrato la capacità dei nuovi virus di entrare all'interno della cellula, ma anche una certa capacità degli anticorpi sviluppati a seguito di un'infezione da Covid di bloccarli.

"Questi nuovi virus riempiono un buco evolutivo che ci aiuta a capire quali sono i 'genitori' del Covid", spiega all'Ansa Marco Gerdol, ricercatore dell'Università di Trieste che non è coinvolto nello studio. La presenza in natura di virus così simili al coronavirus pandemico, inoltre, rende teoricamente possibile il passaggio diretto del virus dal pipistrello all'uomo, senza il transito intermedio in un altro animale. Infine, dice il ricercatore, "è sempre più chiaro che nei pipistrelli circolino numerosi coronavirus che non conosciamo ancora: ciò sottolinea ancora di più quanto sia importante lo studio di questi fenomeni per essere preparati e prevenire future pandemie".

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