Coronavirus
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Milano, 22 ottobre 2020 - Boom di contagi da Coronavirus e la Lombardia rivive l'incubo di marzo. La seconda ondata ha sfondato con più di quattromila nuovi positivi ieri. Quasi metà, 1.858, nella provincia di Milano, e 753 in città. Ma crescono i casi anche nella provincia di Monza e Brianza, dove si passa dai 123 casi di ieri ai 671 di oggi. Seguono le province di  Varese con 287 nuovi positivi nelle ultime 24 ore, Como +263, Pavia + 242, Brescia +196, Bergamo +112; Cremona + 97, Lecco + 89, Lodi + 52, Mantova + 41, Sondrio + 31. Sono numeri peggiori di quelli che si vedevano sette mesi fa, e anche se i tamponi, 36.416 solo ieri, sono quasi il quadruplo rispetto a marzo, e "il 90% dei positivi – ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera – oggi è asintomatico", la progressione esponenziale del contagio getta un’ombra nera sugli ospedali lombardi, che in una settimana sono passati da 500 a più di 1.500 ricoverati per Covid nei reparti e da 50 a 134 in terapia intensiva.

Galli: "Lockdown? Se trend non cambia più restrizioni"

Molto preoccupato per gli ospedali è Massimo Galli, direttore Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, che ad Agora' su Rai 3 ha detto: "Ci si deve rimboccare molto le maniche per organizzare gli interventi", cosa che "è in atto con impegno e frustrazione da parte del personale sanitario che sperava di non ritrovarsi di nuovo calato in questo incubo". E per evitare un nuovo lockdown generalizzato che "sarebbe un intervento della disperazione e del fallimento di altre azioni di contenimento". "Dobbiamo passare questa triste nottata con l'impegno di tutti quanti - ha proseguito - per non dover intervenire con quei provvedimenti che sono drastici nella loro gravità. Dobbiamo evitare di chiudere tutto" e per questo "alcuni sacrifici purtroppo si impongono". L'esperto ha aggiunto: "Se la tendenza non viene invertita nei prossimi 15-20 giorni è molto probabile che siano necessarie restrizioni ben maggiori per evitare guai"

Galli: "Temo la 'battaglia di Milano'"

Osservata speciale resta sempre Milano. "A marzo temevo moltissimo la 'battaglia di Milano', ora stiamo per averla. 'Battaglia di Milano' che fu risparmiata dal relativo tempestivo lockdown dell'altra volta", ha detto Massimo Galli.  Il rischio maggiore "ora deriva in parte dal fatto che Milano ha molta piu' gente suscettibile a infettarsi - ha spiegato - e che le persone si sono mosse in maniera intensiva d'estate, e poi c'e' stata la ripresa di numerose attivita'". "I dati che ho - ha proseguito - mi dicono che durante il lockdown a Milano avevamo il 7-8% di persone infettate tra i 30 e i 50 anni contro il 40% nella Bergamasca. Ora il timore che l'infezione vada avanti in modo dilagante e' un timore reale ed e' testimoniato da quello che vediamo negli ospedali". 

Russo: "Con Rt 2,35 inevitabile lockdown a Milano"

Lockdown imminente per Milano: è la previsione di Antonio Giampiero Russo, responsabile Epidemiologia dell'Agenzia di tutela della salute del capoluogo lombardo. Magari, ha ipotizzato, uno stop di due settimane "proseguendo con eventuali altri brevi lockdown a 'fisarmonica'". Secondo l'esperto "è inevitabile con un Rt a 2,35. E' chiaro che questa volta siamo più consapevoli, le restrizioni potrebbero durare per un tempo minore. La verità è che occorre agire sulla coscienza sociale. I casi a Milano ci dicono che il virus si è riattivato questa estate, con le persone che sono andate ovunque in Spagna, Grecia e Croazia e hanno riportato il virus in casa. Oggi Milano è come era Lodi a marzo". "Certamente - ha detto ancora Russo - si fanno più tamponi, cerchiamo meglio il virus, ma è anche vero che il virus è cresciuto di più, soprattutto nelle fasce giovani, quelle che hanno figli a scuola e contatti professionali. Se Milano è veloce, è veloce anche il virus".