Emergenza coronavirus, mascherina obbligatoria a Milano
Emergenza coronavirus, mascherina obbligatoria a Milano

Milano, 5 aprile 2020 - I dati "continuano a essere dati confortanti, anche se ci sono elementi che devono farci riflettere", ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera. Poi, i numeri: "I positivi sono saliti a quota 50.455, 1.337 più di ieri, quando erano cresciuti di 1.598. I tamponi in più effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 8.127, per un totale di 149.984 (ieri erano stati 6.826). I ricoveri in ospedale sono 12.009, 7 più di ieri, quando erano aumentati di 200 unità. Hanno raggiunto quota 14.798, crescendo di 1000 unità, coloro che pur essendo positivi non devono andare in ospedale". Bene il dato delle terapie intensive: "Siamo a -9 rispetto a ieri e anche il numero dei dimessi arriva a 28.224, +184 rispetto a ieri". "Anche il numero dei decessi, arrivato a 8.905, un numero spaventoso, oggi si riduce rispetto a ieri: da +249 rispetto a ieri quando erano +345".

Allarme su Milano

La provincia di Milano ha raggiunto gli 11.230 casi di coronavirus, 411 più di ieri. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. "Milano continua a salire e stabilizzarsi, salire e stabilizzarsi, a differenza di Bergamo e Brescia, che si sono livellate" ha spiegato Gallera, che ha quindi affermato come "a Milano non abbiamo un netto indirizzo. Quindi nel capoluogo serve uno sforzo più determinato degli altri. L'indicazione resta di non uscire o, se necessario, uscire con il volto coperto. Ai miei concittadini milanesi, chiedo maggiore determinazione" ha detto l'assessore. A Milano città i casi sono arrivati a 4.533 unità, 171 più di ieri. L'assessore al Bilancio della Lombardia Davide Caparini ha aggiunto: "L'allarme su Milano è evidente. l'abbiamo lanciato e ribadiamolo: il messaggio è che dobbiamo proteggerci e proteggere gli altri perché non siamo arrivati alla fine".

I dati delle province

Nella provincia di Bergamo i casi di coronavirus sono arrivati a quota 9.712. Rispetto a ieri, la crescita è di 124 unita' (ieri erano stati 273). Ed a Brescia si sono accertati 160 nuovi casi (ieri erano stati 166) e il totale è arrivato a 9.340. Como è arrivato a 1.384 con 65 casi in più rispetto al giorno prima, Cremona a 4.233 con +79, Lodi a 2.255 con +17, Monza e Brianza a 3.046 con + 11, mentre Milano a 11.230 con +411.

In distribuzione gratis tre milioni di mascherine

"L'ordinanza che abbiamo emesso ieri impone ai cittadini quando escono di casa di indossare sempre una mascherina o qualunque indumento copra la bocca e il naso. Questo per contribuire a impedire il contagio. Da oggi la Protezione civile regionale inizierà a distribuire gratuitamente ai cittadini una prima parte di mascherine che serviranno per poter meglio rispettare l'ordinanza". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in un messaggio diffuso in diretta Facebook, durante il punto giornaliero riguardante l'emergenza coronavirus. Poi, ha preso la parola l’assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni e ha spiegato che è stato avviato un protocollo di aiuto per chi non le trova: “Il piano operativo prevede un’iniziale e capillare distribuzione di mascherine a livello territoriale, il piano proseguirà quando arriveranno nuove forniture. La Lombardia con la recente certificazione arriverà all’autosufficienza nella produzione. Sono in arrivo 3 milioni e 300 mila mascherine gratuite in farmacia, negli alimentari e nei negozi aperti. Nei piccoli i Comuni i sindaci potranno distribuirle direttamente”. L’assessore al Bilancio Davide Caparini ha precisato: “La mascherina serve ma siate organizzati, non prendete d’assalto farmacie e negozi”. Oltre ai 300mila dispositivi assegnati alle farmacie saranno ripartiti per provincia: Bergamo 360mila, Brescia 370mila, Como 178mila, Cremona 126mila, Lecco 109mila, Lodi 95mila; Mantova 131mila, Milano 900mila, Monza Brianza 250mila, Pavia 165mila, Sondrio 67mila, Varese 249mila.

Gallera: "Mascherine non disorientanti, ma per la salute"

L'uso delle mascherine "non è disorientante, è un messaggio molto chiaro e molto forte e mette la salute dei cittadini al centro di ogni politica pubblica". E' la risposta dell'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che aveva definito "disorientante" l'ordinanza sull'obbligatorieta' di coprirsi naso e bocca emanata dall'Ente quando poi Borrelli aveva detto che non l'avrebbe messa. "E' piu' forte questo messaggio rispetto a qualche critica che puo' arrivare. Non faremo lo spritz sui Navigli presto", ha concluso.

Primi pazienti all'ospedale in Fiera a Milano

"Da domani iniziamo a ricoverare i primi pazienti all'ospedale in Fiera, sono 53 posti letto. Abbiamo già le prime équipe di medici coordinati dal dottor Stocchetti e dal professor Pesenti che saranno operativi presso l'ospedale in Fiera". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. "I posti in terapia intensiva li abbiamo ricavati chiudendo le sale operatorie e ricavando posti letto dove c'era una bocchetta per ossigeno e respiratore - ha sottolineato -. I nostri ospedali devono provare a tornare a una vita normale perché stanno tornando bisogni ordinari. In alcuni notiamo maggiori richieste per un infarto o una patologia ordinaria e dobbiamo riuscire a dare una risposta di grande qualità a queste persone. L'ospedale in Fiera è ancora oggi una grande operazione strategica e un obiettivo importante perché è quel luogo nel quale concentreremo i bisogni della terapia intensiva". Gallera ha quindi aggiunto: "Stiamo recuperando fino a 200 posti. Anche con uno scenario che fortunatamente si sta modificando l'ospedale in Fiera assume un'importanza più evidente ed importante".

La nuova ordinanza di Regione Lombardia

Con i dati sul contagio da Coronavirus in Lombardia "siamo in pianura e bisogna stringere i bulloni per cominciare la discesa". Lo ha detto il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana in riferimento alla sua ordinanza che prevede l'uso di mascherina o comunque una protezione su bocca e naso per uscire di casa. "È un'iniziativa che ho deciso di fare sia dopo aver letto cosa fanno in altri Paesi stranieri sia parlando con i nostri scienziati come Pesenti. Certo - ha aggiunto - le mascherine risolvono il problema al 100%, i foulard al 30-40%" ma "piuttosto che niente è meglio piuttosto" ha concluso in dialetto. L'ordinanza regionale introduce l'obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere se stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe. "Gli esercizi commerciali al dettaglio già autorizzati (di alimentari e di prima necessità) - si legge in una nota - hanno l'obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l'igiene delle mani".  "Da domani, domenica 5 e fino al prossimo 13 aprile restano in vigore le misure restrittive già stabilite per l'intero territorio lombardo lo scorso 21 marzo con ordinanza regionale".