Roma, 22 febbraio 2021 - L'ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, 43 anni, e il carabiniere Vittorio Iacovacci, 30 anni, sono morti in seguito a un attacco armato a un convoglio Onu sul quale viaggiavano. L'imboscata è avvenuta questa mattina attorno alle 10.15  a una ventina di chilometri da Goma, nell'est della Repubblica democratica del Congo. La Farnesina ha confermato la notizia un paio di ore dopo. L'ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di un'autovettura della Monusco, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del paese africano, quando il mezzo è stato raggiunto da una raffica di spari. Una ventina i miliziani in azione nel raid contro i due mezzi Onu di passaggio nella citta' di Kanyamahoro, con a bordo sette persone. Attanasio, sposato e padre di tre figli, era originario di Saronno ma cresciuto a Limbaite, in provincia di Monza e Brianza. E' morto dopo il trasferimento all'ospedale di Goma. Il carabiniere, invece, era orginiario di Sonnino, in provincia di Latina. Era distaccato all'ambasciata italiana in Congo da settembre dell'anno scorso. Morto anche l'autista della vettura attaccata. Sono riamsti feriti alcuni passeggeri che viaggiavano con la delegazione.

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Le ipotesi dell'attacco armato

L'agguato, avvenuto nella zona del Parco nazionale dei Virunga, era un tentativo di rapimento. Lo rivelano i ranger del Parco nazionale dei Virunga, intervenuti ad attacco in corso. L'azione contro i mezzi del World Food Programme è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane) presso la cittadina di Kanyamahoro. Sono molti i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, fra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco, famoso per i gorilla di montagna. Anche i media locali sostengono che si tratti di un tentativo di rapimento. La zona è considerata ad altissimo rischio, poverissima e teatro di massacri ai danni dei civili da parte di bande senza scrupoli. Particolarmente temuta è la presenza dei ribelli delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr) che conducono attacchi lungo la strada statale rn4. Il convoglio non era scortato dai caschi blu della missione Onu, secondo quanto reso noto da fonti delle stesse Nazioni Unite. Da parte sua, il World Food Programme ha fatto sapere che la strada su cui viaggiava il mezzo era considerata "sicura". Il convoglio era diretto a Rutshuru, a Nord di Goma, per visitare una scuola dello stesso Wfp e un numero imprecisato di "altri passeggeri viaggiava con la delegazione ha riportato ferite durante l'attacco".

Secondo una prima ricostruzione fornita da fonti a Goma e a Kinshasa, Attanasio si trovava in uno dei due veicoli del Pam che doveva portare viveri tra Goma e Rusthuru. Al passaggio sulla strada nei pressi del parco dei Virunga, all'altezza del villaggio di Kanyamahoro vicino al monte Niyaragongo, i veicoli hanno trovato la strada bloccata da ostacoli, come pietre, posti appositamente per impedire il passaggio. Dalla boscaglia che fiancheggia la strada (RN4) secondo una versione non ancora del tutto confermata, sarebbero improvvisamente comparsi sette assalitori, che avrebbero fatto scendere gli occupanti. Gli assalitori avrebbero poi sparato in direzione dell'autista, allertando gli abitanti dei dintorni, accorsi sul posto. 

Portati nella foresta e uccisi

Dopo aver ucciso l'autista congolese, il resto del convoglio è stato portato nella foresta. Scattato l'allarme, sul posto si sono diretti una pattuglia dell'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura - distante poche centinaia di metri - e anche alcuni soldati dell'esercito congolese, anch'essi non lontani. Il resto non è ancora chiaro. Sembra che proprio quando la pattuglia dell'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura è entrata in azione, gli aggressori abbiano sparato alla guardia del corpo dell'ambasciatore, circostanza in cui entrambi sono rimasti uccisi. Uno dei sopravvissuti, interrogato dalle autorità locali, avrebbe detto che gli assalitori parlavano tra loro in kinyarwanda e che si rivolgevano agli ostaggi in swahili. 

"Faremo di tutto per trovare i colpevoli", ha assicurato la ministra degli Esteri congolese, Mari Tumba Nzeza, che aveva incontrato la settimana scorsa l'ambasciatore, il quale l'aveva invitata al G20. Le autorita' congolesi, riferisce France24 citando il governatore della regione, privilegiano al momento la pista del gruppo ribelle armato 'Forze democratiche per la liberazione del Ruanda', meglio noto con l'acronimo Fdlr-Foca. Intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine. Nel procedimento, coordinato dal procuratore capo Michele Prestipino, si procede per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I magistrati capitolini, che hanno competenza per i reati commessi all'estero e che hanno come vittime cittadini italiani, hanno delegato le indagini ai carabinieri del Ros. 

La missione

Proteggere i civili e consolidare la pace nella Repubblica Democratica del Congo. E' questo l'obiettivo della Monusco, la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nel Paese africano. Istituita con la risoluzione 1925 del Consiglio di Sicurezza Onu, la missione è operativa dal primo luglio 2010. A dicembre del 2020, in vista della scadenza, le Nazioni Unite l'hanno prorogata di un anno, ma nel quadro di un progressivo disimpegno dal Paese.  La missione conta su 17.467 operativi, di cui oltre 12mila sono truppe e quasi tremila civili. Pakistan, India e Bangladesh sono i Paesi che contribuiscono maggiormente al contingente militare. 

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I precedenti

L'uccisione dell'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, ha un triste precedente nel Paese africano. Il 28 gennaio 1993, infatti, a Kinshasa venne assassinato l'allora ambasciatore francese, Philippe Bernard. Il diplomatico, nato a Tolone il 23 marzo del 1931, fu colpito al cuore da un proiettile vagante sparato durante scontri all'interno dell'ambasciata francese tra soldati lealisti e ribelli che combattevano contro l'allora presidente Mobutu. nel maggio del 2018 in quella zona furono rapiti da un commando di uomini armati due turisti britannici. 

Le reazioni

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio  ha manifestato "immenso dolore per l'accaduto"  messaggio ribadito  al Cae esprimendo pubblicamente cordoglio davanti ai colleghi Ue. "Ci sono stati tolti due servitori dello Stato e faremo di tutto per non lasciare impunito questo attacco", ha poi aggiunto, prima di lasciare Bruxelles e tornare subito a Roma. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ha rilasciato parole di cordoglio per i famigliari delle vittime. Lo stesso ha fatto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:  "Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l'Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell'adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo. Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà".

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Il cordoglio della Lombardia

"Dolore e tristezza" sono gli stati d'animo espressi dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a nome di tutta la giunta. "Il cordoglio della Regione e di tutti i lombardi - ha continuato il governatore - giunga ai familiari di due vittime innocenti colpite barbaramente. Siamo vicini anche alle donne e agli uomini del Corpo diplomatico italiano e dell'Arma dei Carabinieri che, con dedizione e altissima professionalita', sono impegnati in 'complicate' zone del mondo". Cordoglio anche dal sindaco di Milano Giuseppe Sala: "La città apprende con dolore la notizia dell'uccisione del giovane ambasciatore in Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Vicinanza alle famiglie e un pensiero a chi rappresenta con coraggio e dedizione il nostro paese nel mondo". Su indicazione del presidente del Consiglio regionale lombardo, Alessandro Fermi, la seduta a Palazzo Pirelli convocata per domani alle ore 10 si aprirà con una breve commemorazione delle vittime dell'attentato in Congo, a cui farà seguito un minuto di silenzio.