Milano, 26 gennaio 2021 - Dopo lo spostamento della Lombardia dalla zona rossa a quella arancione, oggi in Italia ci sono 14 regioni arancioni, 5 regioni gialle e solo 2 nella fascia di rischio più elevata. Con il passare delle ore, man mano che si va verso il 31 gennaio, sono sempre di più i territori che credono a un cambio di colore: qualcuno guarda con fiducia la flessione netta della curva del contagio e degli ospedalizzati, qualcun altro punta su un eventuale cambiamento di alcuni dei parametri che stabiliscono il grado di rischio di un'area geografica.

Le regioni che puntano a cambiare colore

Le 14 Regioni in area arancione sono Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Liguria, Abruzzo, Umbria, Calabria, Lazio, Puglia e Sardegna.  Il Veneto è la Regione con più possibilità di passare in giallo. In bilico c'è anche l'Emilia Romagna, per la quale i dati sono tutti in calo mentre l’unico dato stazionario è l’occupazione dei reparti di terapia intensiva. Segue la Sardegna per motivi di ricalcolo più che per il rallentamento del contagio da coronavirus.  Per quanto riguarda le Marche, il presidente Francesco Acquaroli è in pressing sul ministro Spernza, a fronte di una situazione dei contagi in netto miglioramento e di una stabilizzazione dei ricoveri, oltre al famoso indice Rt che continua a rimanere inferiore a uno. Ottimismo nel Lazio e in Liguria, dove l'Rt è sotto 1. Punta invece all'arancione dal 31 gennaio la Sicilia, che oggi è rossa, così come la provincia di Bolzano. Arrivano segnali incoraggianti dalla curva dei contagi e dei ricoverati. 

Quando si decide il cambio colore delle Regioni

Il prossimo monitoraggio è atteso venerdì 29 gennaio, e sarà basato su dati della settimana dal 18 al 24 gennaio. Con un aggiornamento fino al 27 gennaio. Poi sabato 30 gennaio potrebbero arrivare le ordinanze del ministero della Salute, eventualmente in vigore già da 24 ore dopo, domenica 31 gennaio 2021. Nessuna regione italiana al momento ha numeri da zona bianca, ovvero dove la circolazione del virus Sars-CoV-2  è così bassa e la pressione sul sistema sanitario sul Covid così ridotta che si possono allentare praticamente tutte le restrizioni.

I criteri

I criteri previsti dall'ultimo Dpcm: si passa in zona arancione con Rt sopra l'1 nel suo valore minimo, mentre si entra in fascia rossa con un Rt sopra 1.25 (sempre considerando il valore inferiore della "forchetta"). Per poter passare ad esempio da arancione a giallo servono due settimane con Rt inferiore a 1. Ma oltre alle nuove soglie Rt per l’ingresso nelle fasce, bisogna guardare al tasso di incidenza (quanti positivi ogni 100mila abitanti) e agli altri 19 parametri riportati nel monitoraggio settimanale (qui i dati regione per regione e l'ultimo report completo dell'Iss). L'assegnazione a una determinata fascia dura almeno due settimane prima che si possa passare alla fascia inferiore (da rossa ad arancione ad esempio). Invece se i dati peggiorano è possibile passare alla zona più restrittiva anche prima delle due settimane.

Regioni a rischio 'rosso scuro'

Ma per alcune regioni - Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano - c'è il rischio zona rosso scuro.  Tutto nasce dalla simulazione del Ecdc su dati risalenti al 17 gennaio scorso mostrata in anteprima dal commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, durante la conferenza stampa di ieri. Una cartina che piazzava nella nuova categoria di rischio le Regioni con più di 500 casi ogni 100mila abitanti. Il Friuli Venezia Giulia era dato a 768, Bolzano a 696, il Veneto a 656 e l’Emilia Romagna a 528. In realtà, però, dati aggiornati delle regioni italiane mostrano livelli ben più bassi. Sarà comunque decisivo il prossimo monitoraggio dell'Iss, in programma venerdì 29 gennaio.

Zona rosso scuro: tre regioni italiane a rischio

image

Zaia e Toti: "Il Veneto e la Liguria meritano la zona gialla"

Il governatore veneto Luca Zaia continua a dire che "suo" Veneto merita il giallo quanto prima. I dati sono effettivamente incoraggianti.  Zaia ha sottolineato che "il nostro indice Rt è basso, la scorsa settimana era dello 0,81% il secondo migliore in Italia dopo la Campania". E Zaia ha anche 'replicato' alla proposta del consulente del ministro della Salute il professor Walter Ricciardi, di un lockdown di tre settimane in tutta Italia. "Ad oggi noi non abbiamo titolo di andare in zona rossa, o restiamo arancioni o andiamo in zona gialla, non ci sono alternative". Il governatore ha anche tenuto a sottolineare che "la decisione, a suo tempo dei governatori delle Regioni di dividere l'Italia in zona di rischio è risultata vincente "rispetto ad altri Paesi come Germania e Gran Bretagna che sono reduci da lockdown prolungati". Ottimismo anche in Liguria, dove il governatore Giovanni Toti ha parlato di un calo dei contagi: "Continua a scendere l'indice Rt che stimiamo sotto l'1, mi auguro che i dati portino la Regione ad accedere in zona gialla già dal prossimo fine settimana". "Gli ospedalizzati a causa del covid in Liguria restano attorno a quota 650 ricoverati, le terapie intensive sono stabili a 64. L'obiettivo è arrivare a quota 600 ospedalizzati entro la fine di questa settimana. - ha aggiunto - In ogni caso la Liguria oggi è sotto i parametri di rischio stabiliti dall'Iss e dal Minsitero della Salute, ovvero 40% di posti letto e il 30% terapie intensive, siamo sotto in entrambi i parametri per essere classificati come una Regione a rischio basso".

Sardegna, pronto il ricorso per tornare in zona gialla

La Sardegna non rinuncia a insistere con il Governo con l'obiettivo di ottenere un passo indietro e ritornare così in zona gialla. L'assessorato regionale della Sanità sta preparando il dossier da consegnare all'ufficio legale della Regione per poter promuovere il ricorso contro la decisione di Roma di clasfificare l'Isola in zona arancione sino al 7 febbraio. Una scelta definita dallo stesso governatore Christian Solinas "paradossale", fatta proprio mentre l'Amministrazione ha inaugurato 30 posti letto in terapia intensiva all'AoU di Sassari e mentre altri quattordici sono già pronti a Cagliari, nella struttura Covid del Binaghi.

Sicilia e Bolzano verso l'uscita dalla zona rossa

Sicilia e la Provincia Autonoma di Bolzano sono state confermate sabato scorso in zona rossa. Entrambe possono aspirare perciò all’arancione da domenica 31 gennaio. E in effetti i dati dell’ultimo report sono incoraggianti, con Rt in calo in entrambi i casi (soprattutto a Bolzano - sotto 1), anche se il livello di rischio resta alto.