Le informazioni controverse. I casi gravi di reazioni avverse. Le nuove disposizioni di Cts e Governo sulla campagna vaccinale. Questa e la serie di fattori che sta determinando alcune difficoltà nella campagna vaccinale.

In seguito al decesso di una ragazza di 18 anni di Sestri Levante che si era sottoposta alla vaccinazione con AstraZeneca in occasione di un Open Day (e di altri casi, ancorché pochi, di gravi trombosi) Cts e Governo hanno deciso di procedere con la vaccinazione con AstraZeneca solo per le persone sopra i 60 anni mentre a chi, under 60, abbia ricevuto una prima dose con il vaccino anglo svedese, sarà somministrata una seconda dose con un siero mRna (Moderna o Pfizer).

Rinvii in Lombardia

Decisioni che hanno avuto l'effetto immediato di costringere le Regioni a rimodulare la campagna dei richiami per under 60 a cui sarebbe stata somministrata la seconda dose di questo vaccino. La necessità di utilizzare dosi di Moderna o Pfizer ha costretto, ad esempio, la Regione Lombardia potrebbe rinviare di una settimana il richiamo con Moderna (per chi aveva fatto la prima dose con questo siero) di una settimana per quanti avrebbero dovuto ricevere la seconda dose nell'ultima settimana di giugno. Ciò perché Regione Lombardia aveva fissato i richiami di Moderna a 35 giorni dalla prima dose ma, da prescizione, si può arrivare anche a 42 giorni. Potrebbero infatti non esserci nell'immediato dosi di Moderna sufficienti a garantire il richiamo sia a chi aveva avuto la prima dose con Moderna e con AstraZeneca.

Paura in Liguria

In ogni caso il primo effetto della morte della ragazza ligure ha determinato nella regione un'ondata di rifiuti a ricevere il vaccino AstraZeneca anche da parte degli over 60. Nelle ore immediatamente successive il decesso della giovane addirittura il 90% di chi avrebbe dovuto ricevere AstraZeneca si è rifiutato di sottoporsi all'iniezione.

Nel Lazio

Nel Lazio negli ultimi tre giorni sono stati eseguiti nella Regione oltre 8mila richiami eterologhi di utenti sotto i 60 anni che avevano effettuato la prima dose di vaccino con AstraZeneca, in particolare 7.443 con Pfizer e 812 con Moderna. Con una quota del 10% però, come ribadito dall'Unita' di Crisi regionale, "che non si e' presentata che sara' richiamata per poter completare il percorso vaccinale secondo le disposizioni nazionali. Sul tema e' intervenuta anche la federazione degli ordini dei medici, che chiede di dare facolta' ai camici bianchi di valutare quale vaccino sia piu' opportuno: "Visto che i vaccini sono disponibili in 4 diversi tipi - ha spiegato il presidente Fnomceo Filippo Anelli - che sia il medico a decidere, sulla base delle raccomandazioni del ministero ma soprattutto sulle caratteristiche del cittadino che si trova di fronte, rispetto alle sue malattie, al suo vissuto, alle sue richieste. Credo che il ruolo della professione diventa fondamentale". A maggior ragione, fanno notare i medici, alla luce del "disorientamento che tutti noi constatiamo tra i cittadini ma anche tra il personale sanitario". Una strada che al momento, a quanto si apprende, non sara' seguita. La posizione del ministero, ma anche quella del Cts, e' per proseguire con la strada indicata dall'ultima circolare: per gli under 60 che hanno gia' fatto AstraZeneca, il richiamo sara' con un vaccino a mRna, ossia Pfizer e Moderna. La strada valutata piu' vantaggiosa sul piano dei costi/benefici rispetto al rischio di effetti gravi del vaccino britannico (non piu' bilanciati da quello di contrarre il Covid in forma grave, notevolmente ridotto con la curva epidemica in netto calo), ma anche garanzia addirittura di un potenziamento della risposta immunitaria, sollecitata da due tecnologie vaccinali diverse, secondo recentissimi studi. In caso di rifiuto sara' annoverato tra coloro che non vogliono vaccinarsi. Perchè la priorità è vincere la battaglia contro il Covid proseguendo con la massiccia campagna vaccinale, che per avere successo, è il ragionamento, si deve basare su indicazioni univoche che evitino la logica della frammentazione regionale e del "caso per caso".

Gli studi sul mix vaccinale

Tutto ciò anche se i primi studi sull'efficacia del mix vaccinale diano ottimi riscontri e, addirittura, rileverebbero una migliore immunizzazione in particolare contro le varianti