
Una partita di “futsal“ per la bimba speciale
Due Nazionali, un centro sportivo che apre le porte a chi vorrà assistere, uno sport non molto diffuso, padre del calcetto, che si chiama futsal e ha origini sudamericane, si giocava per le strade prima e in palestra poi, con una palla più leggera. Tutto questo domenica alle 10 allo stadio di Casaletto Ceredano, dove s’incontrano la Nazionale italiana e quelle della Bosnia Erzegovina. Per Amelia. Lei è una bambina speciale, affetta dalla sindrome di Beckwith Wiedemann – malattia caratterizzata da eccesso di crescita, gigantismo, ingrossamento della lingua e difetti della parete addominale – che colpisce una persona ogni diecimila. "Amelia ora sta bene, si è ripresa da una recente operazione – racconta la mamma – Abbiamo passato momenti difficili e grazie all’associazione Albws non ci siamo mai sentiti soli". Per Amelia la partita ha l’intento di raccogliere fondi da donare all’Associazione delle famiglie Aibws. Quindi una partita tra due Nazionali di cinque giocatori che vuole onorare anche la memoria di un grande calciatore: Renato Olmi, calciatore di Crema campione del mondo nel 1938. Insomma una partita e una festa nel nome dello sport e della solidarietà.
P.G.R.