Non poté soffiare nell’etilometro. Ma non era ubriaco, solo malato

Assolto. Fine del calvario che per due anni e mezzo ha costretto un medico a confrontarsi con una vicenda kafkiana

Controllo con l'etilometro (foto d archivio)

Controllo con l'etilometro (foto d archivio)

Crema (Cremona) – Assolto. Fine del calvario che per due anni e mezzo ha costretto un medico a confrontarsi con una vicenda kafkiana: accusato da due carabinieri di essere alla guida ubriaco, non era riuscito a soffiare nell’etilometro, dopo averci provato sette volte, perché aveva un enfisema polmonare; aveva chiesto invano di essere portato in ospedale per un prelievo di sangue dal quale sarebbe emerso che non aveva bevuto, non era stato ascoltato, gli avevano ritirato la patente per sei mesi ed era stato mandato a processo.

Venerdì il medico è stato assolto. È il 29 novembre 2021, sulla Paullese in territorio di Castelleone un’auto va un po’ a zig zag. Una pattuglia è ferma per controlli e due carabinieri impongono l’alt. Il conducente, un medico che lavora a Crema e vive a Cremona, afferma che stava scartando le buche, loro non ci credono e da lì parte la vicenda che vede questo professionista in ballo fino a venerdì, a confrontarsi con un’accusa sbagliata e tutti i guai che ne sono conseguiti.

Davanti al giudice i due carabinieri hanno confermato la vicenda, affermando che lo zigzagare dell’auto li aveva insospettiti, che il medico aveva provato a soffiare 7 volte nell’etilometro, ma non ci era riuscito e che loro fossero convinti che avesse bevuto troppo. Di lì il rifiuto di portarlo in ospedale, un verbale per ubriachezza, la sospensione della patente e la denuncia. In aula il professionista ha portato la prova del suo deficit polmonare, cartelle mediche datate prima dell’incontro con i due carabinieri, e al termine del dibattimento il giudice ci ha messo davvero poco per chiudere il caso e assolverlo. Dopo due anni e mezzo.