Baby gang
Baby gang

Cingia d' Botti (Cremona), 27 maggio 2020 - Botte, violenza, rapine ed estorsioni. I carabinieri di Scandolara Ravara dopo alcuni mesi di indagine hanno sgominato una vera e propria baby gang costituita da quattro ragazzini, violenti e giovanissimi che hanno messo a segno rapine ed estorsioni a Cingia de' Botti, seguendo l'esempio forse della chat di “Cremona Dissing” di cui uno era un follower, operazione messa a segno dai carabinieri del capoluogo, che presenta diverse analogie con questa attività. Alla finie quattro arresti ai domiciliari, sono i provvedimenti emessi dal gip presso il Tribunale dei minori di Brescia per rapina, tentata estorsione, lesioni personali aggravate, percosse e violenza privata aggravata dall’odio razziale.

Le vittime del quartetto erano alcuni loro coetanei della zona, tutti dodicenni all’epoca dei fatti, avvicinati ed aggrediti presso l’oratorio del paese, la palestra comunale o i giardini pubblici per asportargli, sotto minaccia di ritorsioni se avessero denunciato i fatti, piccole somme di denaro o semplicemente per “dargli una lezione”. È stato un familiare di una delle vittime che, intuendo la gravità della situazione non riconducibile ad ordinarie scaramucce adolescenziali, è riuscito a raccogliere le confidenze del ragazzino che appariva sempre più turbato per poi denunciare i fatti ai militari dell’Arma. Dalle indagini è emerso un quadro probatorio grave a carico dei quattro minorenni, probabilmente convinti di poter commettere qualunque prevaricazione nei confronti dei ragazzi più piccoli e di farla, comunque, franca. Il primo episodio di questa brutta storia, si è verificato l’anno scorso durante un caldo pomeriggio del mese di luglio. In quell’occasione, presso un parco pubblico, il più intraprendente dei minori fermati non aveva avuto alcuno scrupolo ad aggredire a calci e pugni un ragazzino del luogo, per rubargli i cinque euro che custodiva nel proprio portafoglio.

A distanza di qualche giorno, incontratolo nuovamente presso lo stesso parco comunale, decideva di aggredirlo e rapinarlo una seconda volta, asportandogli, anche in quell’occasione, tutto il denaro che aveva con sé: pochi spiccioli. Nei giorni seguenti, sempre lo stesso soggetto, dopo aver inviato tramite WhatsApp, vari messaggi minacciosi alla stessa vittima, si era presentato sotto casa di quest’ultima, cercando di estorcergli altro denaro con esplicite minacce senza però riuscire nell’intento per la presenza di un familiare del ragazzino. Nel mese di settembre scorso, sempre l’autore delle gesta negative, aveva nuovamente aggredito, minacciato e rapinato la sua vittima preferita, questa volta sotto casa ed in concorso con un complice più giovane. Nell’occasione, gli aveva asportato lo zainetto e la somma di due euro, ma, non soddisfatto di quanto racimolato, lo aveva raggiunto, in un secondo momento, presso l’oratorio del paese per “dargli una lezione più pesante”. Infatti, dopo averlo rinchiuso all’interno di una stanza, lo aveva picchiato con calci e pugni al volto ed alle gambe, mentre il complice si era preoccupato di trattenere con la forza due amici della vittima, impedendogli di intervenire in sua difesa. A seguito della violenta aggressione, la vittima era stata costretta a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale di Casalmaggiore che emettevano una prognosi di 10 giorni per “trauma facciale”.