Viaggiare gratis (o quasi) è possibile. Con le piattaforme di scambio casa e dog-sitting

Basta un po’ di pazienza, molta dedizione e parecchia empatia. Ecco i servizi di HomeExchange e TrustedHouseSitters

Una splendida casa a Manigod, sulle Alpi francesi
Una splendida casa a Manigod, sulle Alpi francesi

Viaggiare gratis (o quasi) sembra impossibile ma in realtà, con diverse nuove piattaforma è effettivamente possibile. Basta un po’ di pazienza, molta dedizione e parecchia empatia (e vedremo perché).

Qualche mese fa stavo cercando un modo per viaggiare a “basso costo” senza rinunciare a qualità. Cercavo luoghi dove trascorrere lunghi periodi lavorando da remoto senza dover spendere troppi soldi e senza le complessità degli affitti tradizionali. Ho così iniziato a viaggiare attraverso due principali piattaforme: HomeExchange e TrustedHouseSitters.

HomeExchange permette di soggiornare in case in tutto il mondo, dalle più modeste alle più straordinarie ville, attraverso un sistema di scambio casa, dove gli utenti possono mettere a disposizione le proprie case (o anche camere) in cambio di punti (assegnati sulla base di dimensione e posizione della casa). I soggiorni possono avvenire simultaneamente o in periodi diversi. Ho quindi “prestato” il mio bilocale di Milano durante l’estate a diversi turisti e viaggiatori (coppie, single ecc), mentre soggiornavo dalla mia famiglia in Liguria, accumulando punti che sto utilizzando oggi in un super appartamento a Londra, dove ho deciso di soggiornare per lavorare da remoto insieme al mio ragazzo, che sta svolgendo un periodo di ricerca in un ospedale della città. HomeExchange chiede agli utenti di pagare una quota di 130 euro all’anno che consente scambi illimitati e soprattutto copre in caso di danni o imprevisti.

Non è una piattaforma costruita per guadagnare ma per risparmiare e fare nuove esperienze, contando su una community di livello “medio-alto” di persone che hanno spesso una seconda (o anche terza) casa e che non si aspettano il livello turistico/alberghiero di Airbnb, ma preferiscono fare un’esperienza più genuina. Tutto il livello di complessità di affitti/tasse di soggiorno (e quindi anche di guadagno) viene completamente azzerato. Restano i temi di scambio chiavi e pulizia, a carico dell’host che può anche mettersi d’accordo con gli ospiti per far pagare una quota di pulizia. Tutti i costi delle bollette sono a carico dei proprietari di casa. Al momento, avendo prestato la mia casa per circa 180 punti a notte, ho accumulato abbastanza punti da poter fare due mesi ovunque nel mondo (dipende ovviamente da location e casa). HomeExchange, per favorire le iscrizioni, regala 250 punti ai nuovi iscritti (sufficienti per una notte a Londra in un bell’attico o 2 notti in Toscana in un bell’appartamento).

Un altro strumento che ho utilizzato è TrustedHouseSitters: la piattaforma dedicata ai dog e cat sitter di tutto il mondo. In questo caso i proprietari di animali che devono partire per viaggi o vacanze, offrono la propria casa in cambio della cura degli animali (che restano in loco). Il processo è molto competitivo e spesso per la stessa data presentano domanda fino a 10-15 persone. A settembre sono riuscita a convincere una famiglia londinese ad accogliermi per curare i loro due cani e due gatti e ho passato 20 giorni, completamente gratuitamente, in una bellissima casetta nella periferia ovest di Londra. Contemporaneamente, si è preso cura del mio cane a Milano il dog sitter Allen, che è volato dall’Irlanda fino all’Italia per poter lavorare al suo libro, in compagnia di cani e gatti. Anche in questo caso entrambe le parti pagano una quota (variabile) di iscrizione che garantisce la copertura assicurativa.

Entrambe le esperienze sono molto appaganti, permettono di risparmiare e di entrare in contatto con molte persone, attraverso un veicolo “amichevole” (ma anche di responsabilità e di cura) che facilita il viaggio e la reciproca conoscenza.