
Via Anzani, guerra al degrado. Spacciatore filmato e arrestato
Era sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora a Como, con divieto di allontanamento dalla sua abitazione di via Anzani nelle ore notturne e fino al mattino. Quindi Mohamed Friha, algerino di 18 anni, spacciava esattamente sotto casa, senza allontanarsi. Tra i portici della palazzina popolare in cui vive, e il marciapiede davanti. Gli agenti della Squadra Mobile di Como, lo hanno tenuto d’occhio per alcuni giorni, filmando anche diversi momenti in cui avvicinava i clienti e cedeva la sostanza, dopo averla prelevata in un buco ricavato nel pavimento antistante il condominio in cui vive. Fino a fermarlo in flagranza di reato, dopo la cessione di una dose di hascisc a un ventiquattrenne comasco. Oltre a questo singolo episodio, le indagini avevano già documentato che le cessioni di droga non erano occasionali, ma piuttosto riconducibili a una attività costante, che avveniva nella zona all’angolo tra via Anzani e via Magenta protagonista, in questi ultimi mesi, di ripetuti episodi che hanno drasticamente abbassato la qualità della vita dei residenti, e creato evidenti problemi di ordine pubblico. Risse, aggressioni, soccorsi a tossicodipendenti in preda a crisi, a ogni ora del giorno e della notte. La Questura aveva già predisposto controlli sfociati a inizio maggio nell’arresto di un ventenne comasco, sorpreso in flagranza con alcune dosi di cocaina e processato per direttissimo.
Il 9 maggio era stato chiuso per 20 giorni, su disposizione del Questore, il bar gastronomia Fratelli Matubber di via Anzani all’angolo con via Magenta, punto di ritrovo di molti frequentatori della zona, che ora ha regolarmente riaperto. Era stato ritenuto luogo di ritrovo di persone pericolose e di pregiudicati, dove il principio di auto-responsabilità non veniva rispettato dai titolari. Friha ora è in carcere al Bassone con una accusa di spaccio di droga che va oltre la flagranza della cessione in cui è stato identificato l’acquirente, e si basa su una attività quotidiana e continuativa. Paola Pioppi