Uno scorcio del Lario
Uno scorcio del Lario

Como, 22 aprile 2020  - Sarà una cabina di regia composta da Camera di Commercio, le due province e le città di Como e Lecco a pilotare la ripartenza del turismo, almeno per quanto riguarda la promozione territoriale e il marketing. Fino a un paio di mesi fa si sarebbe dato che era pleonastico e che il lago di Como si vende da sé, invece adesso anche quello che prima era scontato non lo è più e la ripartenza, presumibilmente già da questa estate, andrà fatta promuovendo il Lario sui mercati internazionali e anche in Italia. Questo perché almeno nel 2020 sarà molto difficile pensare di trascorrere le vacanze all’estero, a meno di non volersi sottoporre a voli resi più costosi dalla necessità di garantire il distanziamento e la necessità di produrre certificati e sottoporsi a periodi di quarantena. Ben venga quindi il caro vecchio Lario che almeno per quest’anno, se vuole sopravvivere, dovrà essere un po’ meno glamour e un po’ più popular.

Da qui la necessità di una cabina di regia dove al timone ci sarà la Camera di Commercio. «Il primo obiettivo sarà l’adozione di un piano di promozione turistica e valorizzazione culturale dell’intero territorio, finalizzata a diffondere la conoscenza di tutti i fattori che conferiscono unicità e quindi competitività alla destinazione Lago di Como – spiega il presidente Fiorenzo Bongiasca – Continueremo a utilizzare il marchio «Lago di Como- Un mondo unico al mondo», di cui sono titolari la Provincia di Como e la Camera di Commercio. Questa cabina di regia si rivolge a soggetti pubblici e privati che operano a vario titolo nell’accoglienza, la promozione turistica e la valorizzazione culturale dei territori interessati. Vogliamo selezionare con loro soluzioni organizzative e tecniche per valorizzare la destinazione lago di Como e promuovere prodotti turisti e culturali. Naturalmente non ci rivolgeremo solo ai turisti, ma anche alla popolazione residente». L’accordo avrà una durata di cinque anni e la cabina di regia non avrà alcun costo, visto che le sue decisioni si tradurranno in pratica attraverso gli uffici delle province, i Comuni e la Camera di Commercio.

«Per far fronte ai mutamenti di mercato e per mantenere un elevato livello di competitività del territorio lariano rispetto ad altre località nazionali ed internazionali, occorrerà impostare una politica di promozione turistica e di valorizzazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale condivisa e coordinata tra gli attori pubblici e privati». Basta insomma alle iniziative in ordine sparso, d’ora in poi si marcerà a ranghi serrati per la promozione dei due rami anche perché dopo lo tsunami coronavirus per il turismo sarà un po’ come ripartire da zero.