Carcere Bassone, timore di una rivolta: scatta lo stato di emergenza

Como, cinque agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti intossicati negli scontri

Il carcre è stato "blindato" anche all'esterno dalle forze dell'ordine
Il carcre è stato "blindato" anche all'esterno dalle forze dell'ordine

Como, 5 dicembre 2023 –  Un finto gesto di autolesionismo da parte di un detenuto, per consentire ai due compagni di cella di attirare gli agenti in servizio e dare inizio a una serie di danneggiamenti che, domenica sera, hanno innescato disordini all’interno della prima sezione del carcere Bassone, tra cui un incendio con la propagazione del fumo in tutte le celle.

Gli agenti di Polizia Penitenziaria sono intervenuti in forze per cercare di gestire al meglio la situazione, che ha comportato il trasferimento in un’altra area del carcere di una cinquantina di detenuti, esposti ai fumi tossici. Gli stessi che sono stati inalati da 5 agenti finiti al Pronto Soccorso.

La corrente e le luci al neon sono saltate per diversi minuti, creando ancora più caos e difficoltà nel gestire i detenuti. I responsabili di tale trambusto, sarebbero tre marocchini che occupavano la stessa cella, due dei quali già protagonisti di un evento identico avvenuto tre settimane fa, quando era già stato appiccato un incendio in sezione, che anche in quel caso aveva imposto l’evacuazione della sezione fino al ripristino delle condizioni di salubrità degli ambienti. Il timore di una rivolta che si estendesse coinvolgendo gli altri reclusi, ha fatto scattare il protocollo di emergenza, facendo confluire tutte le pattuglie disponibili di tutte le forze di polizia attorno alla recinzione del carcere, per presidiare tutto il perimetro.

Dopo circa due ore, la situazione è tornata sotto controllo, ma la sezione è rimasta provvisoriamente vuota, in attesa di arieggiarla adeguatamente. Ieri, dopo aver ricostruito l’accaduto e i ruoli dei detenuti che hanno innescato i disordini, sono stati trasmessi in Procura gli atti per valutare le loro condotte sotto il profilo penale, in aggiunta a quello disciplinare.

"Como - afferma Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Polizia Penitenziaria - nella speciale classifica dei penitenziari super affollati si colloca al terzo posto, con 421 detenuti all’appello a fronte di 226 posti, quasi il doppio. A questo si aggiunge la voragine nell’organico della Polizia Penitenziaria, che conta circa 200 agenti rispetto a un fabbisogno di almeno 353 unità".