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15 giu 2022

Svizzera, impennata della benzina "Tagliamo le accise come in Italia"

Como, i distributori e le imprese locali sollecitano interventi come ha fatto il governo Draghi

15 giu 2022
roberto canali
Cronaca
Gli svizzeri si lamentano dei costi dei carburanti, ma il governo non vuole abbassare le accise
Gli svizzeri si lamentano dei costi dei carburanti, ma il governo non vuole abbassare le accise
Gli svizzeri si lamentano dei costi dei carburanti, ma il governo non vuole abbassare le accise
Gli svizzeri si lamentano dei costi dei carburanti, ma il governo non vuole abbassare le accise
Gli svizzeri si lamentano dei costi dei carburanti, ma il governo non vuole abbassare le accise
Gli svizzeri si lamentano dei costi dei carburanti, ma il governo non vuole abbassare le accise

di Roberto Canali

Ci lamentiamo dei prezzi di benzina e diesel alla pompa che ormai sfiora i due euro nonostante il taglio delle accise del Governo, ma c’è anche chi sta peggio. Ad esempio gli svizzeri che, da settimane, lamentano l’andamento dei prezzi che non è mai sceso, nella migliore delle ipotesi, sotto i 2,15 euro al litro per la benzina e sotto i 2,20 per il diesel. Da tempo nel Ticino e nei Grigioni, i due Cantoni più vicini all’Italia, gli imprenditori e anche i gestori delle stazioni di servizio hanno invocato l’intervento della Confederazione, stanchi di vedere le file di auto dirette verso le pompe in Italia, ma anche stavolta il Consiglio degli Stati ha risposto di no.

"Ogni pieno costa mediamente 30 franchi in più (29 euro ndr) – si lamenta Marco Chiesa, politico dell’Udc che ha promosso la richiesta di taglio delle accise, sulla falsariga di quel che è avvenuto in Italia – chiediamo una riduzione di almeno il 50% delle imposte sugli oli minerali gravante i carburanti e i combustibili per un massimo di quattro anni". Ma Berna ha risposto picche stabilendo che il Consiglio federale non deve intervenire con misure di sgravio a favore di popolazione e aziende per contrastare l’aumento del costo della benzina attualmente in atto. "La situazione è particolarmente precaria in Ticino e al confine con la Germania – sottolinea Chiesa - questa impennata storica grava sul comune cittadino e sulle famiglie del ceto medio, ma anche su tutto il settore commerciale. I prezzi alle stelle ostacolano inoltre la mobilità, in particolare di chi dipende imperativamente dall’auto". Bocciato anche il disegno di legge che prevedeva di portare da 3mila a 6mila franchi l’anno (poco meno di 5.800 euro ndr.) le deduzioni per le spese di trasporto dal domicilio riservato ai professionisti. Contro le mozioni si è espresso pure il ministro delle finanze Ueli Maurer, che ha invitato ad avere una visione più a lungo termine, basata su quanto accadrà "nei prossimi anni e non nelle prossime settimane". "Ogni riduzione delle imposte e ogni franco prelevato dalle casse della Confederazione va compensato", ha ricordato garantendo però la costituzione di un gruppo di lavoro per tenere d’occhio lo sviluppo dei prezzi.

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