Sala scommesse rapinata. Due arresti

Due giovani arrestati a Mozzate per rapina in sala slot: fingevano di essere clienti per compiere il colpo da 4000 euro. Altri complici ancora da identificare.

Sala scommesse rapinata. Due arresti

Due giovani arrestati a Mozzate per rapina in sala slot: fingevano di essere clienti per compiere il colpo da 4000 euro. Altri complici ancora da identificare.

Avevano finto di essere clienti, uno all’interno a giocare alle slot, il resto della banda fuori ad aspettare il segnale per entrare. Che era arrivato, quando il titolare della sala scommesse Glodbet di Mozzate, in via Varese, lo scorso 19 dicembre si era allontanato dalla zona protetta della cassa, andando incontro a una rapina da 4000 euro. Un colpo che ora ha portato in carcere Daniele Mazzucchelli, 19 anni di Lomazzo, e Antonio Chierchia, 20 anni di Carbonate, domiciliato a Lentate sul Seveso, dove è stato raggiunto ieri mattina dai carabinieri. Sono accusati di rapina in concorso con altre quattro persone, due delle quali sarebbero ragazzi minorenni: uno è stato arrestato la scorsa settimana e portato al Beccaria, il secondo non è stato rintracciato. Altri due complici, la cui presenza era emersa dalle immagini dei video di sorveglianza, non sono stati identificati.

Secondo l’accusa, uno dei due maggiorenni quel giorno sarebbe rimasto all’interno della sala, fingendo di essere un cliente ma incaricato di dare agli altri il segnale per entrare e compiere la rapina al momento giusto, come era effettivamente avvenuto. La ricostruzione successiva fatta dai carabinieri, aveva mostrato quel finto cliente e uno dei complici ignorarsi all’interno della sala, come se non si conoscessero, ma poi andarsene via insieme una volta fuori, assieme a tutti gli altri. Per arrivare a loro, i carabinieri avevano inizialmente utilizzato la targa dell’auto su cui erano fuggiti, anche questa catturata da una telecamera, per poi, poco alla volta, ricostruire le frequentazioni e comparare i volti con quelli degli autori del colpo ripresi dal circuito di sorveglianza. La misura cautelare in carcere, è stata chiesta dal sostituto procuratore di Como Michele Pecoraro, ed eseguita ieri.

Pa.Pi.