Uno degli ingressi alla città murata
Uno degli ingressi alla città murata

Como, 6 dicembre 2019 - Una media di 225 multe al giorno, più di nove verbali all’ora e questo solo per i mezzi che entrano senza permesso nella zona a traffico limitato della città murata che a onor del vero dopo gli ultimi ampliamenti voluti dalla Giunta Lucini si estende a buona parte del centro storico. Merito del vigile elettronico che da quando è entrato in funzione, ormai un anno fa, ha rivoluzionato i controlli sui furbetti del cartellino, inteso come pass riservato ai residenti che di fatto è sparito visto che il sistema di computer integrato con le telecamere posizionate lungo i varchi d’accesso legge direttamente la targa di ogni veicolo in entrata e in uscita.

Da gennaio a metà ottobre sono stati ben 65mila i veicoli entrati senza permesso, se a ognuno di loro verranno fatti pagare gli 81 euro di multa previsti dal Codice della Strada per questo tipo di infrazioni Palazzo Cernezzi diventerà ricco. Si calcola infatti che le infrazioni ammontino a 5 milioni e 200mila euro, un tesoretto che se investito nel settore strade potrebbe servire a sistemare buona parte della viabilità in città e pagare anche gli straordinari agli agenti della polizia locale che da quando è in funzione il vigile elettronico hanno visto aumentare, se possibile, la mole di lavoro. Il computer infatti è inflessibile nel rivelare le infrazioni, ma poi occorre agli agenti in carne ed ossa trasformarle in verbali da inviare agli automobilisti. Come se non bastasse una sentenza della Cassazione ha posto dei paletti molto restrittivi alla possibilità di utilizzare i dati raccolti attraverso il vigile elettronico, che sostanzialmente non posso essere detenuti per oltre ventiquattrore, così al comando dei vigili da qualche mese sono arrivati a dare una mano anche un manipolo di impiegati distaccati dal Comune che si occupano della parte amministrativa.

La mole di dati da analizzare ogni giorno rimane comunque notevole, il flusso di immagini e informazioni fornite dagli occhi elettronici posizionati in via Cinque Giornate, Diaz, Carducci, Indipendenza, Rodari, Cairoli, Grassi e Garibaldi non conosce sosta e anche di notte non manca chi, pensando che le telecamere non ci vedano al buio, si lascia tentare dall’idea di parcheggiare appena fuori dal ristorante o dal locale dove ha prenotato il dopocena. La strada più indisciplinata dal punto di vista degli accessi abusivi è via Rodari con oltre 27mila accessi irregolari, seguono via Cairoli con 17mila e Cinque Giornate con 6.400 verbali. Molte multe sono a carico di automobilisti svizzeri, non una novità per Como che da città di confine conosce bene il fenomeno, ricambiato da nostri connazionali che scorrazzano in barba a regole e permessi in Canton Ticino contando su una relativa impunità dovuta alle complicazioni delle notifiche internazionali. Dal luglio del 2018 al maggio di quest’anno sono state più di 18mila le multe elevate dalla municipale, 15mila delle quali ancora da riscuotere. Molte erano dovute alla pessima abitudine di parcheggiare per giornate intere nei posti blu e poi andarsene senza pagare, ma altri fanno anche di peggio ed entrano in città murata senza permesso parcheggiando sui posti gialli che normalmente sono riservati ai residenti che pagano un canone di utilizzo. Poi ci sono i comaschi, ma non tutti sono furbetti, in molti casi i verbali sono arrivati a casa di residenti in centro o persone che avevano il permesso di accesso che semplicemente si sono dimenticati di rinnovarlo. Spesso anche venti o trenta verbali arrivati tutti in blocco. Per loro il consigliere Alessandro Rapinese ha chiesto una moratoria e un cambio del regolamento di riscossione.