Carabinieri
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Erba (Como), 18 agosto 2019 - La voglia di tirar tardi la sera di Ferragosto, una lunga passeggiata sul lungomare di Igea Marina e poi un bombolone nella pasticceria sotto casa, da «Giorgetti», dopo aver avvisato al citofono la mamma per non farla stare in pensiero. Sono bastati pochi secondi per trasformare in un incubo la tranquilla serata di vacanza al mare di due fratelli erbesi, di 18 e 15 anni, pestati a sangue da dieci ragazzi albanesi semplicemente perché si sarebbero rifiutati di dare loro una sigaretta.

Tanto è bastato a scatenare la furia cieca del branco che stava in agguato sul marciapiede fuori dalla pasticceria, in attesa della scusa buona per menar le mani. I due studenti di Erba alla gang devono essere sembrati le vittime ideali: prima li hanno circondati e poi con la scusa della sigaretta, che nessuno dei due poteva offrire loro perché non fumano, sono iniziati insulti, sputi e spintoni. Ad avere la peggio è stato il diciottenne che ha ricevuto un cazzotto in pieno volto talmente forte da provocargli la rottura del setto nasale, ma i calci e gli schiaffi non hanno risparmiato neppure il fratello più piccolo.

Addirittura la banda non ha esitato a picchiare anche la madre dei due ragazzi, una donna di cinquant’anni, intervenuta per difendere i figli dopo aver assistito all’aggressione dalle finestre dell’appartamento affittato per le vacanze. Il branco non si è fermato finché i tre non sono rimasti a terra, doloranti e incapaci di muoversi. Solo allora gli albanesi si sono allontanati in direzione del lungomare di Bellaria, senza troppa fretta, mentre in lontananza si sentiva il rumore delle sirene dei carabinieri chiamati dai passanti che hanno assistito al brutale pestaggio. Il Ferragosto da incubo della famiglia comasca è finito al Pronto Soccorso dove al figlio diciottenne sono stati dati 30 giorni di prognosi, 8 al fratello e 6 alla mamma. Purtroppo non sono stati i soli, quasi nello stesso momento a Riccione una turista veneta di 37 anni è stata portata in spiaggia e rapinata, sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola, da sei ragazzi stranieri.