Lurago Marinone, bimbo preso a schiaffi: lei interviene e viene massacrata

Il 19enne residente a Limido Comasco è stato rinviato a giudizio per lesioni gravi

La ragazza vittima dell’aggressione da parte del senegalese si era presentata dai carabinieri per denunciarlo

La ragazza vittima dell’aggressione da parte del senegalese si era presentata dai carabinieri per denunciarlo

Lurago Marinone, 8 marzo 2024 – È intervenuta per difendere un bambino preso immotivatamente a schiaffi da un adulto appena arrivato al parco giochi. Che si è rivoltato contro di lei, una ragazza di 18 anni, picchiandola ferocemente e facendola finire in ospedale con una frattura al volto e una prognosi di 40 giorni.

Per quella aggressione, avvenuta il 26 giugno di due anni fa in una piazza vicino al Comune di Lurago, ora è stato chiesto il rinvio a giudizio di Ibrahim Sarr, senegalese di 19 anni residente a Limido Comasco, accusato di lesioni personali gravi. La ragazza era intervenuta quella sera, quando aveva visto il diciannovenne avvicinarsi ad alcuni bambini, insultarli e poi colpirne uno con uno schiaffo.

Ma quando la ragazza si è avvicinata, è stata a sua volta aggredita: "Mi ha insultata – aveva raccontato – dicendo che mi avrebbe presa a schiaffi. Poi mi ha dato una sberla e spintonata, facendomi finire a terra". Aveva sbattuto la testa sull’asfalto, rimediando una prima grave lesione, ma subito Sarr le aveva scagliato addosso una bicicletta, e poi l’aveva colpita con un pugno in faccia.

Poi si era allontanato per prendere un sasso, e la vittima, per difendersi, gli aveva tirato contro la bicicletta rimasta a terra, ed era stata salvata da alcuni passanti che erano intervenuti prima che il diciannovenne le scagliasse contro la pietra. Immediatamente non aveva dato peso alle ferite, aveva cercato di riprendersi, ma il dolore era progressivamente aumentato, fino a dover andare in Pronto Soccorso.

I medici le avevano diagnosticato la frattura della mandibola, per la quale era stata subito ricoverata e sottoposta a intervento chirurgico. Dimessa alcuni giorni dopo con una prognosi di 40 giorni, si era presentata ai carabinieri di Lomazzo per sporgere denuncia. Nel frattempo, aveva scoperto chi era il suo aggressore, perché l’aveva trovata e contattata sui social, scusandosi, e scoprendo che avevano amicizie in comune, che hanno potuto ulteriormente confermare la sua identità. Ora per lui è stata formalizzata l’accusa e chiesto il rinvio a giudizio.