La protesta dei giostrai . Sfilata nelle vie di Como

Il suono dei clacson e i cartelli: più di trenta mezzi bloccano il traffico "Il Comune ha deciso di cancellare una storia di quasi 100 anni senza motivo".

La protesta dei giostrai . Sfilata nelle vie di Como

I mezzi parcheggiati in piazza Cavour a Como

Hanno sfilato in corteo lungo il centro città annunciati dal suono incessante dei clacson, e accompagnati da cartelli con poche parole di rivendicazione del loro diritto al lavoro. Alla protesta dei lavoratori del luna park, ieri tra le 13 e le 16 hanno partecipato più di trenta tra motrici, furgoni e mezzi pesanti. "Scusate il disturbo – scrivevano sui cartelli affissi sui camion – la colpa è del vostro sindaco. Il luna park di Como non deve morire", o ancora "Stiamo rivendicando il nostro diritto al lavoro". Il corteo ha seguito il tragitto concordato con la Questura: partito alle 13 dall’area tradizionalmente destinata al luna park, nell’ex Piazza d’Armi in via Sportivi Comaschi, è sceso da via Napoleona, e poi lungo via Milano, via Nazario Sauro, con transito davanti al Comune, per arrivare in piazza Cavour. Da qui, Lungo Lario Trento, e viale Roosevelt per tornare al punto di partenza. La protesta, ampiamente annunciata, è nata "non per far festa ma per rivendicare il diritto al lavoro", come hanno sottolineato i sindacati. "Ricordiamo – spiega Vincenzo La Scala segretario amministrativo della Snisv Felsa Cisl, il sindacato nazionale italiano spettacoli viaggianti e componente della Commissione Tecnica del Luna Park - che la vicenda ha avuto inizio nel marzo dello scorso anno quando, con una delibera di Giunta, il Comune ha deciso, di fatto cancellando una storia lunga quasi cento anni, di ridurre lo spazio a disposizione delle giostre da 28mila metri quadrati a poco più di 4500. Il tutto senza una motivazione precisa". Il luna Park di Como nel periodo pasquale impegna 58 famiglie e dà lavoro a circa 250 persone. Il provvedimento della Giunta assegnava lo spazio per 7 giostre, più uno per la ristorazione, rispetto alle 64 di prima, a cui si aggiungevano cinque banchi gastronomici. "Partecipare al nuovo bando – prosegue La Scala - avrebbe significato metterci l’uno contro l’altro". Nel frattempo c’è il fronte aperto anche con i genitori dei bimbi che frequentano gli asili comunali destinati alla chiusura. Il Comitato che protesta contro la decisione dell’Amministrazione Rapinese ormai conta 300 iscritti. Per chiedere lo stop alla chiusura degli asili comunali Magnolia e Coccinella è stata già organizzata un’assemblea cittadina il 20 marzo, una raccolta firme e un flash-mob l’ultima settimana di marzo.