Grazie al super franco buste paga più pesanti per i lavoratori frontalieri: ecco quanto ci guadagnano

Gli stipendi già alti si sono rivalutati di altri 300-400 euro al mese. Una bella sorpresa per chi ogni giorno varca il confine italo-elvetico

Un lavoratore frontaliero

Un lavoratore frontaliero

Al netto dell’inflazione a doppia cifra che ha reso tutti più poveri i frontalieri lombardi si possono consolare con il super franco, la divisa elvetica infatti non è mai stata così forte sull’euro e ieri cambiava a 1.0462. Un vantaggio per i cambiavalute che fanno affari con i risparmiatori italiani spaventati dai venti di guerra e pronti convertire parte dei loro risparmi in franchi, disposti a rimetterci un po’ nell’immediato nella convinzione che l’euro si deprezzerà ulteriormente, e naturalmente con i frontalieri che lavorando oltreconfine vengono pagati con la divisa elvetica.

Nelle ultime settimane per chi si mette in tasca uno stipendio di 4mila franchi, non una rarità da queste parti, il vantaggio frutto del solo cambio è di 200 euro in più, ovvero 4.200 euro contro i 3.853 euro che lo stesso frontaliere avrebbe incassato fino a gennaio del 2022, prima cioè del conflitto in Ucraina. È l’instabilità la miglior benzina per il super franco da sempre individuato come bene rifugio insieme all’oro e ai diamanti. Mai come in questo caso la reputazione della divisa si basa sulla solidità di una nazione, la Confederazione Elvetica, che è considerata una delle economie più solide al mondo grazie alla neutralità secolare, gli indicatori economici in regola, la disoccupazione ai minimi e una solida reputazione acclarata da tutte le agenzie di rating.

Solo nel 2022 il franco si è apprezzato sull’euro del 4,73%, un vero e proprio record che potrebbe venir superato nel 2023 con l’accrescere dell’instabilità internazionale scatenata dalla crisi in Medioriente. Le guerre non sono le uniche spiegazioni, nel 2007 un euro veniva scambiato con 1,7146 franchi, ma il 15 gennaio 2015 mentre i venti del default e dello spread squassavano le economie dell’eurozona la Banca Nazionale Svizzera, stufa di bruciare miliardi per acquistare divise estere e indebolire la propria, decise di abdicare al cambio svizzeroeuro, fissato a 1,20. Il cambio schizzò verso l’alto e le aziende svizzere tremarono, pensando di non riuscire più a importare i loro prodotti, ma l’economia non solo ha retto negli ultimi anni è cresciuta. La Banca Nazione Svizzera non considera più troppo elevata la quotazione del franco. Il 22 settembre il passaggio del tasso guida dal -0,25% al +0,50%. I frontalieri ringraziano: negli ultimi sedici anni il loro stipendio grazie al cambio è cresciuto di 860 euro al mese.