Polizia
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Como, 4 aprile 2018 - Dal piano di sopra, padre e figlio hanno sentito i rumori dei ladri, che alle 5 del mattino del giorno di Pasquetta, stavano armeggiando tentando di forzare la cassaforte. I due sono quindi sono scesi, al primo piano dell’edificio di via Airoldi, entrando in un appartamento di loro proprietà ma disabitato, e si sono trovati faccia a faccia con due uomini. Intrufolatisi poco prima, avevano individuato la cassaforte, e stavano cercando di forzarla, provocando però un frastuono che ha svegliato chi dormiva al piano superiore.

La reazione è stata immediata: padre e figlio li hanno aggrediti, riuscendo a bloccarne uno mentre l’altro fuggiva. C’è stata una colluttazione, nella quale il ladro – Mohamed Ghorbau, tunisino di 28 anni – ha avuto la peggio, finendo malmenato dai padroni di casa. Nel frattempo è arrivata una pattuglia della Squadra Volante della Polizia, che ha fermato l’uomo e lo ha portato in Questura, con l’ipotesi iniziale che si trattasse di un tentativo di furto in abitazione. Ma quando è stato ricostruito l’episodio, l’accusa per Ghorbau si è inasprita, trasformandosi in tentata rapina pluriaggravata, così come disposto dal magistrato di turno della Procura di Como, Daniela Moroni: così, anziché al processo con rito direttissimo, che si sarebbe definito in poche ore, è stato portato in carcere al Bassone, in attesa della convalida e della possibile custodia cautelare. Nel frattempo del complice non ci sono tracce: probabilmente un connazionale che è riuscito a scappare non appena i padroni di casa sono piombati nell’appartamento che stavano svaligiando. <