La Cassazione conferma la condanna ad Antonio Pisoni, ex direttore della motorizzazione di Como

L’inchiesta era partita dal furto di una Porsche 911 Carrera 4 ricomparsa dopo anni con il telaio ripunzonato

Indagine e operazione vennero cobdotte dalla Polizia

Indagine e operazione vennero cobdotte dalla Polizia

Como, 3 dicembre 2023 –  Una Porsche 911 Carrera 4 rubata a settembre 1995 a Milano, ricomparsa a Como nel 2015 quando, dopo vent’anni, era finita all’interno di una pratica di immatricolazione, costata 3 anni di reclusione, con rito abbreviato, ad Antonio Pisoni, 65 anni di Olgiate Olona, ex direttore della motorizzazione di Como.

Una sentenza che, dal primo grado del 2021, è arrivata ora in Cassazione, il cui impianto è stato accolto e confermato in ogni grado: così la Suprema Corte, nel dichiarare inammissibile l’articolato ricorso proposto dal legale di Pisoni, lo ha anche condannato alla consueta sanzione di 3000 euro a favore della cassa delle ammende.

L’imputazione all’epoca era emersa dalla grossa indagine svolta dalla Polizia Stradale di Como a partire dal 2017, che aveva portato alla luce una quantità di ulteriori illeciti in carico all’imputato. Per questo fatto, era finito a processo anche Giuseppe Oliverio, 62 anni di Beregazzo con Figliaro, che aveva invece patteggiato 4 mesi, in continuazione con le precedenti condanne dell’operazione Crociata per traffico di droga, e per l’estorsione ai familiari del collaboratore di giustizia Luciano Nocera.

Stando alle accuse, l’auto sarebbe stata ricevuta da Oliverio già «ripulita», vale a dire con il telaio ripunzonato e una documentazione estera falsa, con apparente provenienza dalla Bulgaria, ma priva della vidimazione della motorizzazione di provenienza, documento fondamentale per consentire l’immatricolazione in Italia. Pisoni aveva acquisito il fascicolo originariamente assegnato a un altro funzionario, mandando avanti la pratica e assegnando un targa regolare al veicolo.