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27 feb 2022

Brescia, rom travolse e uccise il cognato: pena confermata

Faida tra etnie: condanna a 15 anni ribadita in Appello per il 30enne Renat Hadzovic

beatrice raspa
Cronaca
incidente pirata della strada in via maggia, Brescia 3 gennaio 2020.Ph Fotolive Filippo Venezia
I soccorsi, nel riquadro la foto della vittima Omar Ghirardini

Brescia -  Falciò in auto il cognato per vendetta, anche la Corte d’appello ha confermato la condanna a quindici anni per Renat Hadzovic, trentenne rom che la sera del 3 gennaio 2020 uccise il marito della sorella, Omar Ghirardini, 35 anni, di etnia sinti, investendolo. Stando alla ricostruzione di carabinieri e polizia Locale, che ben conoscevano entrambi i protagonisti della vicenda, l’incidente fu l’epilogo di una violenta faida tra gruppi etnici contrapposti esplosa per il mancato invito a una festa. Padre di quattro figli, pluripregiudicato per furti, la vittima quel venerdì sera tornò nella casa Aler di San Polo che divideva con la consorte rom e i bambini. Non trovò però nessuno, e gli saltò la mosca al naso, soprattutto perché la famiglia era riunita per un compleanno nel vicino campo nomadi di via Borgosatollo. C’erano tutti tranne lui. Ghirardini dopo essersi precipitato nel campo si mise a litigare con i tre cognati. Estrasse un coltello e li ferì tutti (non gravemente). Poi girò i tacchi e si incamminò verso casa nel buio. Hadzovic, una mano sanguinante, si mise allora al volante della sua Bmw X6 per cercare il cognato. A suo dire per chiarire la situazione. Per la procura in realtà per vendicarsi e ucciderlo, come poi del resto ha fatto.

Gli avvocati Enzo Trommaco e Chiara Pontoglio spingevano per la riqualificazione dell’accusa di omicidio volontario aggravato in omicidio preterintenzionale, o in subordine per l’esclusione dell’aggravante della minorata difesa della vittima. In primo grado il gup Paolo Mainardi aveva riconosciuto all’imputato l’attenuante della provocazione ma aveva messo la stessa in equivalenza con l’aggravante della minorata difesa della vittima. I giudici di secondo grado non si sono discostati dalla sentenza emessa al termine dell’abbreviato, e non hanno riconosciuto al trentenne altri sconti. Motivazioni a fine aprile.

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